Lasagne di melanzane e pere

Non conosco bene le ragioni che spingano i crudisti a scegliere un’alimentazione così singolare anzi ne so poco e niente. Però mi affascina l’idea di quest’intima connessione con la terra e di un approccio semplice e genuino. Per questa ragione ogni tanto, quando l’ispirazione lo consente provo a compiere qualche esperimento. Questo parte dall’idea di riuscire a mangiare l’odore delle melanzane crude, che ritengo tra i più delicati e inebrianti dei frutti della tavola. Forse leggendo la ricetta e gli ingredienti si potrebbe rimanere un tantino perplessi, visto la mescolanza di sapori solitamente in contrasto tra loro, ma posso assicurare che, se dosati con un po’ di accortezza, il risultato è ottimo.
Ingredienti:
1/2 melanzana freschissima
1 pera Abate compatta e dalla buccia fina
2 pomodorini ciliegia per guarnire
olio evo
sale
zucchero
pepe
1 limone

Procedimento: 
Prendete la melanzana e tagliatela a fettine sottili, ma non troppo. Una consistenza giusta, di circa 2 mm e 1/2 di spessore. Tagliate anche le pere, sfogliandole in fette finissime, quasi un velo. Ora prendete un contenitore ermetico da frigo e disponete uno strato di melanzane e spolverate con pochi granelli di zucchero e pochissimo pepe (in questa ricetta tutto è dosato in piccolissime quantità), quindi strizzate qualche goccia di limone. Ora cominciate con 1 strato di pere ed 1 di melanzane e questa volta spolverizzate con il sale, il pepe e 1 po’ di succo di limone. Passate quindi all’ultimo strato di pere, melanzane e quindi zucchero, pepe, sale e succo di limone. L’idea è quella di far perdere alle melanzane quel sapore che le è valso il nome, appunto, di ‘mela insana’ facendole macerare con il limone e di eliminare l’acqua di vegetazione stimolandone la secrezione con il sale. Lo zucchero serve a neutralizzare il sapore del limone e il pepe serve solo per il sapore. Sugli strati di melanzana che avete adagiato in un contenitore, mettete un peso che le schiacci e chiudete quindi con il tappo il contenitore ermetico. Io ho messo un altro piccolo contenitore, in modo che il tappo facesse pressione. Mettete quindi in frigo per un giorno (non di più o le pere cominceranno a macerare troppo). Scolate quindi via l’acqua di vegetazione, rovesciate su un piatto, aggiungete 2 pomodori pachino tagliati a metà per guarnire e servite. Fatemi sapere come sono venute!

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Renata Balducci, presidente di Associazione Vegani Italiani e fondatrice di Veganblog
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  1. ciao Ope! mi piacciono i tuoi esperimenti da crudista inconsapevole…! 🙂 🙂 essendo vegana da 8 anni stai semplicemente seguendo il tuo corpo, che ti chiede di passare oltre…nel senso buono, si intende! 🙂 🙂 go raw!!

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  2. wow! io mangio vegan da poco e non mi sono mai interessata di crudismo, ma questo esperimento mi ispira, appena agguanto una bella melanzana ci provo e ti relaziono… 🙂

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  3. Mi piace un sacco questa preparazione! Complimenti! 🙂 🙂

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  4. Più che una ricetta, più che un piatto, è piuttosto una poesia.

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  5. buonissima! avevo trovato una ricetta di lasagne di zucchine abbastanza complicata….ma questa è fantastica! 😀

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  6. Se ho capito bene..niente cottura??? che ricetta interessante soprattutto per la presenza delle pere..

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  7. Ma dai… non ho mai mangiato le melanzane crude, appena me ne capita una in mano l’assaggio come natura l’ha fatta!

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  8. Aspetto l’estate per provarla! Anche perché l’idea di provare la melanzana cruda mi gira per la testa da un po’… e ora che ho pure una ricetta!

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  9. Scusate, ma le melanzane sarebbe meglio non consumarle crude poichè fanno parte della famiglia delle salanacee (come le patate, i peperoni e i pomodori)che contengono solanina che è tossica. Ecco perchè spesso nelle ricette che prevedono la melanzana, c’è un trattamento precedente con sale che aiuta a far cacciare l’acqua di vegetazione e insieme anche parte della solanina. La cottura la elimina quasi completamente.
    Chiaramente è la dose che fa il veleno..

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  10. wow, quanti commenti fantastici! Ma grazie, addirittura una poesia? 🙂
    Luu purtroppo per me è impossibile passare al crudo. Io adoro il cibo caldo, meglio se bollente e l’idea di non poterlo mangiare mi riempie di insicurezze. Sai invece cosa mi attira? Il fruttarianesimo o una sua versione meno stretta (solo frutti e verdure che non debbono essere tagliati o che non danneggiano la pianta), sarebbe il mio modo ideale di vedere

    Rosanna hai ragione, infatti è per questo che si chiama ‘mela insana’, ma facendo scolare via l’acqua di vegetazione, se mangiata in quantità moderate non è tossica. E’ come il prezzemolo. Se ne facessi un centrifugato farebbe malissimo!

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  11. Ecco Rosanna stavo per dire la stessa cosa. Diciamo che in linea di massima è bene mangiare con giudizio tutte le solanacee e soprattutto in alcuni casi mangiarle cotte. I ‘frutti’ devono essere ben maturi ad esempio i pomodori devono essere di un bel colore rosso, le patate mai verdi e anche i peperoni maai verdi perchè la qualità verde non esiste, sono peperoni non maturi. Ecc.. ecc.. ecc..

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  12. Concordo con Luu.
    Il crudismo è l’evoluzione del veganesimo.
    Quando un corpo ha fatto il primo passo verso la disintossicazione, poi richiede di passare oltre 🙂

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  13. Non discuto sulla direzione ‘purista’ del crudismo, ma personalmente non mi sentirei mai di abbracciarlo. Felice chi s’incruda 🙂

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  14. Ricetta ottima! E vorrei spezzare una lancia a favore della povera melanzana. Ok è vero che contiene la solanina, ma è anche vero che le preparazioni con sale/limone/salsa di soia ne diminuiscono sensibilmente la concentrazione. E poi ragazzi vorrei aggiungere un’altra considerazione, da crudista di media data (dal 2012)… Ci sono persone (anche tra i vegani) che letteralmente mangiano le peggio cose, incluse le patatine di McKiller o di BurgerKiller… Per una cena a base di melanzana cruda direi che non muore nessuno… Anzi! Prossimamente vi posto la mia ricetta preferita con questo buonissimo fruttortaggio.
    Baci a tutti!

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