Cialde a go-go!!!!

Come promesso nel precedente articolo, ecco le cialde per il gelato!

Dunque, lo scorso 10 di giugno ho compiuto gli anni e mio marito mi ha fatto un bel regalo: il famoso “ferro” per fare le cialde direttamente sui fornelli!!! Finalmente ce l’ho anch’io e non è elettrico!!! Super wow!!! Lo desideravo proprio tanto, ed eccolo qui!

Bella questa piastra, vero?? 😉

Inizialmente volevo provare a fare i coni di Keroppola, bellissimi e davvero invitanti ma, sfortunatamente mi mancava la farina di riso!!! Che fare? Ho cercato in internet ed ho trovato una ricetta simile ma che prevede l’uso di farina comune… con qualche piccola variazione, ecco la mia versione!

Ingredienti:

280 g di farina 00

70 g di fruttosio (la ricetta originale prevedeva 90 g di zucchero ma io dovevo finire del fruttosio!)

acqua q.b. (la ricetta originale prevedeva acqua ghiaccia ma io non so cos’è ed ho usato acqua semplice del rubinetto!)

6 cucchiai di olio di semi di girasole (la ricetta originale prevedeva olio di mais ma io non l’avevo!)

2 pizzichi di sale

3 cucchiaini di cacao amaro in polvere

Procedimento:

Setacciare la farina col sale, il fruttosio ed il cacao. Aggiungere poi l’acqua pian piano (il quantitativo esatto non lo so perché si deve raggiungere una consistenza densa ma non troppo, io ho fatto ad occhio, direttamente  sotto il rubinetto!) ed infine l’olio, sempre mescolando con una frusta per non formare grumi, fino a che gli ingredienti non sono perfettamente amalgamati.

Porre il ferro da cialde sopra il fornello medio della cucina a gas, a fiamma bassa, e oliare col pennello entrambe le parti.

Quando la cialdiera è ben calda aprirla e versare sopra, in centro, una cucchiaiata e mezza di pastella. L’operazione della pennellatura con olio è da farsi ad ogni cialda.

stringere le due parti del ferro insieme e contare prima 35 secondi da una parte e poi girare la cialdiera e contare altri 35 secondi dall’altra. 70 secondi in totale per questo tipo di pastella. La ricetta originale ne prevedeva 120 in totale ma a me sono bastati 70 secondi.

Aprire la cialdiera e staccare la cialda con l’aiuto della lama di un coltello dando immediatamente la forma voluta. Quest’ultima oparazione va fatta molto velocemente perché se la cialda si raffredda non sarà più possibile modellarla.

Chiaramente, visto che il ferro era nuovo, le prime 4 cialde le ho buttate via, per questione d’igiene, quest’operazione dispiace farla, lo so,ma SI DEVE FARE, mi raccomando!!!

Io ho fatto coni, coppette, cannoli e semplici cialde da sgranocchiare. ovviamente le ho usate per accompagnare vari gelati, tra cui il gelato al pistacchio di Bronte… Ecco alcune fotografie:


La prossima volta proverò la ricetta di Keroppola perché, se queste sono venute veramente buonissime, le sue che prevedono la farina di riso devono davvero essere eccezionali!!!!

Buona cialda a tutti!!! 😉

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  1. Ohhhhhhhhhhhhhhhh! Massonomeravigliose!!!!! 🙂

  2. eh sì Anto!!! proprio un monumento 😉

  3. Ma quanto sono belle?
    Grande! 🙂

  4. Ah adesso con questa ricetta comincerò anch’io ad usare la mia cialdiera…pensare che ce l’ho da anni.

    Bellissime le cialde!

  5. GRandissima Anto e fantastico il cialdometro 😀 Son sincera le cialde classiche non mi hanno mai fatto impazzire perchè troppo dolci, ma queste con il tuo gelato le mangerei volentieri 😉 Ciao tesoro, come stà mamma? Mandale il mio solito bacetto 🙂

  6. L’acqua ghiaccia io credo che sia semplicemente acqua GHIACCIATA..ossia molto molto molto fredda!

  7. Che meraviglia!
    Puoi chiedere a tuo marito dove ha comperato la cialdiera? Grande magazzino, negozio di casalinghi, negozio specializzato?? Grazie 😆

  8. Ma che meravigliaaaaaaaaaaaaaaaaa…

  9. In Toscana “ghiaccio” o “diaccio” significa semplicemente “freddo”, non necessariamente “ghiacciato”, ma insomma, bello “freddo” 🙂

  10. Mamma che BELLE che ti sono venute!!!!!!!! Complimenti veramente… Me ne mandi un pò?? Eh eh, le hai fatte troppo belle e devono essere buonissime 😉

  11. .. da noi si chiamano le ferrate. mia madre le prepara tutti gli anni con un ” ferro” di sua proprietà su cui è inciso 1939….buone anche salate coi sottaceti fatti in casa…;-)

  12. Stupende. Brava 😉

  13. Bellissime!! Io ho la cialdiera elettrica ma più che le classiche waffles non ci ho mai fatto… chissà se vengono le tue anche col mio attrezzo ❓ Proverò!!
    Sei stata bravissima!!

  14. Grazie per le spiegazioni circa l’acqua ghiaccia! Avevo il sospetto che si trattasse di semplice acqua fredda, ma siccome esiste la ghiaccia reale che è una glassa fatta con gli albumi allora mi sono sorti dei dubbi ed ho semplicemente usato acqua corrente del rubinetto…

    @ Chicca mamma sta così così, questa cavolo di chemio è tosta più di 4 anni fa… cmq spero di andare giù al più presto, che voglia che ho di riabbracciare i miei!!! Grazie per il bacetto, glielo dirò e sarà sicuramente felice!!!
    @ Titti, l’ha comprata in un negozio specializzato in vendita di accessori ed attrezzature professionali da cucina, qui ad Aosta, si chiama Colella.
    @ Pippi, non credo che vengano con quel tipo di piastra, sono simili ma diverse perché le cialde per gelato sono più sottili dei waffles… cmq prova, non si sa mai!

    Grazie di nuovo a tutte!!!

  15. Grazie Anto, quindi qui a MIlano la trovo in un negozio per forniture ristoranti. Da lunedì vado a cercare. Devo anche cercare l’aggeggio fai-ravioli! 😉

  16. che bella la nuova categoria dei gelati! e queste cialde sembrano firmate da Gaudì! troppo belle!
    buon compleanno tardivo, tanti auguri a te!, e il gelato a me! però per me quello alla mandorla, perché il pistacchio che con tanto piacere uso in cucina nel gelato non mi è mai piaciuto! abbi pazienza, i miei gusti sono un po’ strani, ma tu sei una gelataia con i fiocchi!
    saluti anche a mamma Lia, sperando che le sue tribolazioni prima o poi si allevino.
    😉

  17. hai proprio ragione !! super wow!!! 🙂 fanno veramente mettere l’acquolina in bocca!! 🙂 e sono mooooolto creative! 🙂

  18. Anto queste cialde e il tuo gelato sono meravigliose!!! mi piace moltissimo anche l’idea di farle salate da mangiare con patè e sottaceti…un grosso grossissimo abbraccio a te e alla tua stupenda mamma Lia che penso praticamente ogni giorno!!!

  19. Meraviglia! Ho cercato in giro la cialdiera (quella elettrica) ma finora non l’ho mai trovata 🙁 Per me che mangio e faccio tanti gelati questa mi manca!

  20. Grande tuo marito e grande tu !! Vien proprio voglia di comprare l’arnese!!

  21. A me un camion qui presto! Questo pm voglio fare un gelato anche io! Dai dai corri a portarmene un poche! 😆
    Sono bellissime! Le farò anch’io!!!

  22. Spettacolari!! Voglio anch’io la “cialdiera”….

  23. Oggi i miei genitori mi hanno regalato la cialdiera 😀
    Quindi tu mi dici 4 cialde da buttare? Io ne dovrei buttare 6 allora, visto che la cialdiera ha 6 posti, giusto?

  24. mitica anto! sono bellissime e fanno stravoglia anche a chi il gelato non fa impazzire come me 😉
    ^__^

  25. Carissima Andrada, guarda, io ho buttato via le prime 4 cialde preparate, cioè quattro volte l’impasto, perché la mia cialdiera è di metallo non antiaderente (magari alluminio, non so) e all’inizio rilascia del colore nero sui biscotti per via degli intagli, questo c’è scritto nel librettino di istruzioni, ed è vero! Non so come sia la tua ma considera di fare per 4 volte la procedura di oliare, versare la pastella, cuocere ed infine tirar fuori la cialda e, ahimè buttarla via, per 4 volte di seguito, a prescindere da quanti posti abbia. Magari la tua è di un altro materiale e tutto ciò non serve. Prova a vedere nelle istruzioni se c’è scritto qualcosa a riguardo!
    Ah, dimenticavo, complimenti ai tuoi genitori per il magnifico regalo!!!! 😉

  26. Grazie Marta!!! Grazie a tutti, veramente!!!!!!!!

  27. Grazie Anto, te l’ho chiesto perché sulle istruzioni c’è solo scritto di buttare le prime senza specificare la quantità.

  28. Capisco, beh, tu prova, io ti posso dire che la quinta cialda era perfetta! Ah, con le dosi che ho dato nella mia ricetta di cialde ne sono venute tantissime, anche troppe per noi che siamo solo in due! Cmq le abbiamo mangiate anche nei giorni seguenti, però è chiaro che è meglio consumarle appena preparate…

  29. Che belle! La classe non e’ acqua!!

  30. Che belle Anto, sei stata bravissima.

  31. Anto… che piastra meravigliosa!! E che bellissime cialde!!

  32. Acquistata quest’estate.. fa i cuoricini, c’era anche della tua forma e simili… Ora posso fare queste belle cialde :9 grazie Anto

  33. CIao! Provate! Ottime! Mia figlia ne va matta! Tant’e che le ho rifatte varie volte! (ma che pazienza nel farle pero’….)Bacioni a presto

  34. mmmm sono molto invitanti dal aspetto !!!!!!

  35. Ciao, bellissime le tue cialde. Ma io sono di parte, la cialdiera è nostra! Grazie per averci scelto e grazie a tutte coloro alle quali la nostra piastra è piaciuta. mAtilda

  36. Il Fruttosio ci son oprove scientifiche che alimenta i tumori e sarebbe meglip evitarlo.

  37. Stella, potresti citare questi studi scientifici per favore? Non so gli altri utenti ma io vorrei leggerli.

  38. dunque:secondo uno studio dell’ Anderson Cancer Center del Texas lo zucchero aumenterebbe lo sviluppo di alcune tipologie tumorali e di metastasi a esse legate, in quanto zucchero (e ben si noti che tutti gli zuccheri in eccesso creano problemi) va a “rifocillare” le eventuali masse tumorali

    il fruttosio scientificamente si discosta dagli altri tipi di zucchero per la sua struttura chimica e per come viene digerito-assorbito dal sistema “corpo umano” in quantoil fruttosio è l unico tipo di zucchero che può innescare il ciclo di Krebs all’interno del mitocondrio; infatti anche se si introduce glucosio nella cellula, esso non potendo essere utilizzato dal mitocondrio deve prima essere trasformato in fruttosio cosa che comporta un ulteriore fortissimo spreco di energia, dovendo moltiplicare ognuno dei miliardi di molecole di glucosio per oltre due molecole di ATP che devono essere utilizzate proprio per la trasformazione del glucosio in fruttosio; il fruttosio fa quindi risparmiare anche tutta questa energia, visto che non necessita assolutamente di tutta la prima energicamente dispendiosissima parte della cosiddetta glicolisi

    Personalmente non ho visto gli studi in maniera tangibile e peraltro non ho visto nemmeno controstudi o sviluppi più approfonditi di quelli che ho citato, quindi mi astengo da ogni parere, mi limito a riportare ciò che ho potuto trovare con una piccola ricerca dettata da personale curiosità

    bless and love!

  39. Troppo belle queste cialde…!!
    Un lavoro molto fine 🙂 🙂

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