Rilassarsi con la meditazione

Salve a tutti,  approfittando delle nuove categorie di questo blog, vorrei descrivervi una forma di rilassamento e cura generale che si usa in molti templi buddhisti e non solo: la meditazione (in questo caso la meditazione Zen). Non perderò tempo a spiegarvi le varie cose sui chakra, mantra, ecc. dato che ci sono gia migliaia di articoli e libri che ne descrivono in maniera più chiara senza confondervi le idee come farei io, mi limiterò solo a spiegare come si fa, più alcuni consigli pratici.
Prima di tutto vorrei specificare che meditare non significa starsene lì con gli occhi chiusi a non far niente, sarebbe di noia mortale, ci sono alcune cose che vanno chiarite per un rilassamento completo sia della mente che del corpo, scacciando così lo stress quotidiano, e scacciato lo stress sarà più facile evitare malattie perchè le difese immunitarie sono più forti, ed è per questo che l’ho voluto inserire nella categoria “Curarsi Naturalmente”.

Cosa Indossare:
Non è necessario fare il giro del mondo per cercare stracci da monaco zen, basta solo indossare degli indumenti comodi che non rechino alcuna fatica nella respirazione o non stringano nessuna parte del corpo.

Dove:
Il posto ideale per meditare sarebbe un luogo in mezzo alla natura e vicino ad un ruscello, ma va bemissimo anche farlo in casa, spegnete però ogni macchinario che fa rumore, se avete un balcome o una terrazza sarebbe l’ideale, se avete la possibilità di ascoltare della musica della natura ok, ma molto bassa ed evitate ogni rumore che possa disturbare la concentrazione.

Come posizionarsi:
Sono molte le posizioni per meditare, se riuscite potete mettervi nel classico loto, cioè la posizione dello yoga più famosa, o un mezzo loto, che sarebbe la stessa posizione del loto dove però solo una gamba è appoggiata alla coscia e l’altra dietro; quella che faccio io è la posizione dello Zen, la classca seduta in ginocchio dove la punta di un piede va ad appoggiarsi alla pianta dell’altro. L’importante è che la posizione sia comoda e non rechi un affaticamento o un dolore; va bene anche sedersi su una sedia,  facendo però attenzione che le gambe siano leggermente incrociate dietro (come la seduta zen) e la schiena sia ben dritta.

Cosa fare:
Una volta posizionati per la meditazione, chiudere o socchiudere leggermente gli occhi (la lingua deve appoggiarsi al palato),  respirare dolcemente e a lungo, ogni respiro deve durare almeno 16 secondi (8 secondi per inalare aria ed altri 8 per espellerla), non ci deve essere pensiero, tutto il corpo deve essere rilassato, il cervello altrettanto; concentrarsi solo sul respiro e non permettere ai pensieri di vagare per la mente: la mente deve essere libera, la posizione delle mani non dev’essere dura ma leggera, concentrarsi sulla respirazione vi aiuterà a non farvi distrarre dai vari rumori di città (auto, clacson, sirene, ecc.). Cercate il completo rilassamento e non emettete suoni, nè durante il respiro e neppure il classico “omm”;  solo silenzio o “rumori di Natura”.

Quando meditare:
Sarebbe meglio prima di colazione, dopo il lavoro e prima di coricarsi, ma anche 1 volta al giorno quando ne avete tempo.

Per quanto tempo:
Non c’è un limite di tempo, cercate di finire quando sentirete la mente ed il corpo rilassata,  sarebbe meglio cominciare con almeno 5  minuti la prima volta per aumentare gradualmente in seguito. Spero di aver detto tutto e di essermi spegato chiaramente, come si dice a Shaolin. Omiduofo

  1. Oh, finalmente saggi consigli senza artefazioni “vestite di inutile”!! Grazie mille!!! 😀

  2. Omiduofo, Morko. Nella tua vita precedente dovevi essere un monaco buddista, grazie di essere rinato occidentale… 🙂

  3. Molto interessante, mi affascinano molto queste cose.. Per fortuna ci sono cose così che ci permettono di distrarci un po’ dalla vita frenetica di tutti i giorni 😉 Grazie!

  4. E’ il mio primo intervento qui, vi leggo sempre con avidità. Mi aiutate tanto nella scelta del mio menu quotidiano.

    Che bello leggere di qualcuno, che fa della meditazione un atto semplice e quotiamo.
    Io pure la pratico, ancora con tante difficoltà
    La mente non sempre mi concede la debita concentrazione ma scopro ogni giorno un nuovo effetto benefico nella mia vita, grazie alla concentrazione.

    Ancora grazie

  5. Molto interessanti e chiari i tuoi consigli 😉 appena fa più caldo proverò a fare meditazione in giardino…per ora mi dovrò accontentare della mia camera credo!

  6. Grazie mille per i tuoi consigli, chiari ed efficaci! Stavo proprio pensando ad iniziare la medtzione!

  7. Con il mio primo intervento su questo sito (che seguo quotidianamente trovandolo di grande ispirazione e per il quale nutro profonda gratitudine nei confronti di tutti gli autori e dei partecipanti) vorrei contribuire approfondendo il concetto di “liberare la mente dai pensieri” a cui si fa riferimento in questo articolo. C’è un aneddoto che, secondo me, coglie l’essenza di questo aspetto focale nella pratica della meditazione. Spero di farvi cosa gradita nel trascriverlo di seguito.

    Un giorno il Buddha stava attraversando una foresta. Era un afoso giorno d’estate e aveva molta sete; disse ad Ananda, il suo discepolo più vicino: «Ananda, torna indietro. Cinque o sei chilometri fa, abbiamo attraversato un ruscello. Porta un po’ d’acqua, prendi la mia ciotola. Sono molto stanco e assetato». Era invecchiato…
    Ananda tornò indietro, ma quando raggiunse il ruscello erano passati alcuni carri che avevano reso fangosa l’acqua. Le foglie morte che giacevano sul fondo erano sulla superficie; non era più possibile berla, perché si era intorbidita. Egli tornò a mani vuote e disse: «Dovrai aspettare un po’; andrò più avanti. Ho sentito dire che due, tre chilometri più avanti c’è un grande fiume. Porterò l’acqua da là».
    Ma il Buddha insisté: «Torna indietro e prendi l’acqua da quel ruscello».
    Ananda non riusciva a capire la sua insistenza, ma se il Maestro diceva così, il discepolo doveva eseguire l’ordine. Sebbene vedesse l’assurdità della cosa – camminare ancora per cinque chilometri, nonostante l’acqua non si potesse bere – si mise in cammino. Mentre partiva, il Buddha gli disse: «Non tornare se l’acqua è ancora torbida. In quel caso, siediti sulla riva in silenzio. Non fare nulla, non entrare nel fiume. Siediti sulla riva in silenzio e osserva. Prima o poi l’acqua tornerà limpida, riempirai la ciotola e tornerai indietro».
    Ananda andò e il Buddha aveva ragione: l’acqua era quasi pulita, le foglie se n’erano andate, il fango si era depositato; ma poiché non era ancora totalmente limpida, egli si sedette sulla riva a guardare il fiume scorrere. A poco a poco divenne chiaro come un cristallo. Allora tornò indietro danzando: aveva capito l’insistenza del Buddha. In ciò che era successo c’era un messaggio per lui, e l’aveva compreso. Diede l’acqua al Buddha e, ringraziandolo, gli toccò i piedi.
    Il Buddha disse: «Che cosa stai facendo? Sono io che dovrei ringraziarti, poiché mi hai portato l’acqua».
    Ananda rispose: «Adesso posso capire. Prima ero arrabbiato; non l’ho fatto vedere, ma lo ero perché pensavo fosse assurdo tornare indietro. Tuttavia, ora comprendo il messaggio: era davvero ciò di cui avevo bisogno in questo momento. Seduto sulla riva del fiume, ho capito che la stessa cosa accade con la mente. Se salto nel ruscello, lo sporcherò di nuovo. Se salto nella mente, si crea più rumore, cominciano a sorgere nuovi problemi. Seduto in disparte, ho imparato la tecnica.
    «Adesso anche con la mente mi siederò in disparte, osservandola in tutti i suoi problemi, la sporcizia, le foglie morte, le ferite, i traumi, i ricordi, i desideri. Imperturbato, starò seduto sulla riva, aspettando il momento in cui tutto sarà limpido.»
    Accade da sé, perché quando siedi sulla riva della mente, non le dai più energia. Questa è la meditazione autentica. La meditazione è l’arte della trascendenza.

    Tratto da: The Dhammapada: The Way of the Buddha, vol. 10, cap. 4.

  8. Grazie Morko, ho ripreso proprio in questi giorni a fare yoga con il mio maestro e non posso che confermare i benefici che respiro e meditazione hanno sulle mie giornate, caratterizzate da blocchi frenetici equilibrati da blocchi in cui il silenzio e l’ascolto riescono a prendere il loro spazio.
    Durante la lezione di yoga (incentrata sul respiro) ho brevi sessioni di meditazione (più che altro tentativi:)) che se pure di pochi minuti riescono a darmi grandi benefici. In estate mi capita più spesso di avere dei momenti in cui mi siedo e provo ad “osservare la mente” (come ci dice l’aneddoto riportato da Alessandro, che ringrazio e che trovo davvero molto chiaro e utile). Se anche il lavoro è frenetico e la mia mente sempre continuamente al lavoro, credo di essere riuscita a comprendere il meccanismo segreto per mantenermi in equilibrio e il cibo gioca un ruolo molto importante in questo. Sto infatti approfondendo l’Ayurveda e individuato il mio “dosha” sto cercando di mantenerlo in equilibrio
    😉

  9. Se posso aggiungere invece un piccolo appunto, giusto per non scoraggiare nessuno: la meditazione non nasce dall’oggi al domani, quindi non disperate se non vi riesce, la cosa migliore sarebbe approfondire il discorso facendo un corso, meglio ancora un ritiro, così da concedervi del meritato “riposo” per lo studio approfondito.
    Ottimi consigli comunque, da tenere sempre a mente.
    P.S. E’ stato provato per altro che la meditazione non solo aiuta il sistema nervoso, ma anche quello circolatorio. Insomma un toccasana per chi la sa praticare 🙂

  10. Bello. Ho sempre pensato di provarci e iniziare, ma sono davvero l’opposto della meditazione (insomma, non riesco a staccare la spina, pensieri pensieri pensieri…) e così ho sempre lasciato stare.
    Ma chissà che da domattina non ci provo,anche poco per volta… Se c’è un trucco per smettere di pensare però ditemelo, che io mi concentro sulla respirazione, ma dura pochissimo! E poi ecco che già mi sono distratta! Ma devo insistere, mi servirebbe davvero sciogliermi un po’… 🙂

  11. daniela è normale che la mente cerchi di davagare qua e la!! anche a me succede così ma invece che cercare di scacciare i pensieri che compaiono provo a seguirli per vedere dove vanno e pian piano svaniscono!!! io credo che nella meditazione non bisogna imporsi nulla ma semplicemente “osservare” cosa accade! non bisogna pensare al “fine” ma vivere il momento di meditazione così come viene! e se è un momento di pensieri lasciali scorrere osservali cercando di essere distaccata vedrai quanto potere perdono!! spero di essermi spiegata!
    grazie morko sono sempre molto interessanti e chiare le tue spiegazioni!

  12. @Daniela : un monaco buddhista del Myanmar mi disse che per cominciare la preparazione alla meditazione è bene fare questo esercizio : ovunque voi siate pensate alla vostra posizione del corpo, ai piedi che toccano il suolo, alla schiena,e poi ai vestiti alla posizione delle mani… cercate di prendere possesso di tutte le sensazioni a cui siete assuefatti. La meditazione però è un qualcosa che va imparato un passo per volta, e ripeto occorre un maestro per poter riuscirvi al meglio.

  13. @Gotlin, su questo hai ragione, spero che il quel monaco del Myammar viva in Italia o faccia il giro del mondo a inserire il Buddhismo nel mondo perche finchè il Myammar sarà sotto il regime comunista cui è adesso non avrà liberta di culto, il mio paese c’è stato per 45 anni di cui 20 ne ho vissuti personalmente, quindi so di cosa parlo, il buddhismo poi, per la nostra dieta vegana è una cosa importante visto che “contrariamente come si pensa in estramo oriente come Cina, Corea e Giappone. perchè predica la non violenza contro NESSUN ESSERE VIVENTE, ne per mangiare ne per nessun altro motivo,

  14. grazie a tutti per i commenti passati e futuri, mi fa piacere che l’argomento desti tanto interesse

  15. Grazie. HO provato ieri sera, inutile dire che, nonostante fosse sera, fossi sola, ci fosse silenzio, mi sono distratta con tutto. E ho pensato una decina di volte “chissà quanto è passato”. Ma ho capito più che bene che ci vuole tempo e voglio continuare.

    Purtroppo sono lontanta dai grandi centri, e per quel che ne so, qui di centi, associazioni, maestri (non so come si chiamino ecco) sul buddismo o sulla meditazione non ce ne sono, anche se voglio cercare meglio.

  16. Che bello questo articolo!pratico anch’io kung fu,ma viet vo dao,anche se al momento sono un pò ferma a causa della lesione totale al legamento crociato anteriore del ginocchio,che mi sono procurata cadendo male dopo un calcio laterale in volo.io più che la meditazione statica,facendo uno stage col maestro,ho iniziato a fare qi gong,e mi si è aperto un mondo.ora pratico anche tai chi yang Style,il mio percorso è ancora lungo,di sicuro in una sola vita,non riuscirò a completarlo.magari posterò qualcosa anch’io.buona giornata

  17. ciao Morko,
    hai ragione, anche la meditazione è un metodo per curarsi natiralmente, e sono felice che anche questo faccia parte del veganblog. Apprezzo molto la tua umiltà, cosa rarissima in questo mondo. Forse abbiamo proprio bisogno tutti di ritrovare noi stessi.
    Anche io voglio inziare a meditare, a dire la verità, oggi doveva essere il mio primo giorno, visto che ho scoperto dei meravigliosi vantaggi che anche io vorrei provare. Ora leggo la tua “ricetta” e veod una bellissima coincidenza, così colgo l’occasione anche io per inserire un estratto, che spero proprio possiate apprezzare.

    “ogniuno che vuole penetrare nella vita del suo spirito, deve necessariamente trasferirsi ogni giorno, per un certo tempo, nel completo riposo del suo spirito, e in questo riposo non deve vagare in ogni tipo di pensiero, bensì egli deve afferrare soltanto un pensiero e contemplarlo fisso, considerandolo quale un preciso oggetto. Il miglior pensiero è certamente il signore. E se qualcuno continuerà a farlo con zelo e con la massima abnegazione di se stesso, allora la vista e l’udito del suo spirito guadagneranno sempre più in acutezza interiore, e dopo un tempo non proprio troppo lungo, questi due strumenti sensoriali dello spirito verranno aumentati al punto che egli vedrà, con grandissima facilità, forme spirituali della specie più meravigliosa, laddove egli riteneva prima di scorgere soltanto un vuoto informe. E con altrettanta facilità egli percepirà suoni e parole dove prima sembrava regnasse un eterno silenzio.”

  18. Bellissimo! Grazie.

  19. vorrei dovrei migliorare la qualità delle mie giornate.mi porto dentro e dietro molte ingiustizie patite ,sono rancoroso con chi mi ha fatto del male e vivo male. come uscirne fuori?non intendo fare sedute dallo psicologo .ma penso che queste sane pratiche possa ripulire la mente. aiutatemi,dandomi qualche indirizzo di persone serie che mi avviino .cerco maestri,associazioni,gruppi in cui inserirmi per questo tipo di autoliberazione.
    grazie

  20. grazie mille!

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