Tapìt

Qui a Oleggio la tradizione del carnevale ha radici antiche; la sfilata dei carri allegorici durante le tre domeniche di festa ha sempre rivestito una significativa importanza, tant’è che, in zona, siamo piuttosto conosciuti per questo evento (in aggiunta alla festa della torta, a Pasqua… a tempo debito, ne racconterò la storia 😉 ). Maschere protagoniste dell’evento sono il “Pirìn”, descritto come “‘oleggese tipo, amante della libertà e insofferente ai soprusi, di lingua caustica, ma con arguzia, ghiotto di buon cibo e di giustizia, fedele al suo ostico vernacolo, con ostentato campanilismo, pronto però ad accogliere senza reticenze chiunque gli chieda amicizia” e la “Majìn” (sua moglie). I tapìt, così chiamati per la forma di piccoli tappi o bottoni, sono i dolci tipici. Si racconta che un tempo il popolo oleggese fosse torturato da Bernabò Visconti, duca di Milano. Appassionato cacciatore, il duca veniva spesso a Oleggio nel castello, dove vivevano i suoi cinquemila cani, mantenuti a spese dei sudditi. Pirìn, povero diavolo con vocazioni tirannicide, fece impastare dalla moglie Majìn dei tapìt all’arsenico, ne riempì un paniere e, il giorno dell’offerta della decima, se ne andò alla casa dei cani, ad avvelenare il suo troppo ingordo signore. Ma Bernabò aveva già sentito parlare del rivoluzionario di borgo San Donato (cantone oleggese, ndr) e, insospettito, fece prima assaggiare i dolci ai suoi cani, accorgendosi dell’inganno. La leggenda salva la vita a Pirìn con l’arrivo inopinato della Compagnia Bianca, i mercenari inglesi che Giovanni II, marchese del Monferrato, aveva assoldato per invadere gli Stati dei Visconti. E dopo quest’introduzione carica di storia cittadina… ecco la ricetta, semplice e povera come la gente che l’ha creata 🙂 . FOTO 1Ingredienti:
500 g di farina
450 g di zucchero
120 g di acqua
5 g di ammoniaca per dolci

Procedimento:
Mescolate tutti gli ingredienti a formare un panetto sodo. Staccate quindi un pezzo di impasto e, così come fareste per preparare gli gnocchi, arrotolatelo su un piano creando un sasicciotto. Da questo, tagliate dei piccoli cilindretti (dello spessore di circa 4 millimetri); otterrete dei bottoncini. Con un dito, premeteli energicamente, appiattendoli ulteriormente. Infornateli a 160° per 10 minuti. Saranno leggeri e molto croccanti.

Considerazioni:
Eccovi qualche foto del Carnevale 🙂 . Qui il Pirìn e la Majìn
FOTO 2
e, a segiure, scatti dei carri e della sfilataFOTO 3

FOTO 4

FOTO 5

FOTO 6

FOTO 7
Buon Carnevale 😀 !

  1. la regina dei biscotti ha colpito ancora!! questi però per la loro storia e semplicità, sono in assoluto i numero uno
    bless and love G!

  2. Ciao Giulia, che golosi i dolci del novarese. Li conosco perché sono di Baveno.

  3. Che carini questi biscottini… 🙂 !
    Posso averne un… secchio :mrgreen: ?
    E complimenti per le foto… mettono tanta allegria e fanno subito festa! W il Carnevale 😆 😀 🙂 :mrgreen: 😎 😳 !!!

  4. wow che meraviglia questi biscottini….. assolutamente da provare:-) mi sa che domani mattina provo a farli con la mia pestifera;-):-):-)

  5. con cosa posso sostituire l’ammoniaca? bicarbonato?

  6. la mattina ho fatto il tapit però mi sono venuti quasi caramellati dentro , nel senso che sono molto molto croccanti. no da mangiare tut.ti i giorni però mi sono piaciuti

  7. no R, ammoniaca e bicarbonato fanno biscottare i biscotti in modo diverso…qui ci va proprio l’ammoniaca per il risultato “giusto”

  8. ciao.che brutta “leggenda”…

  9. @Luca: non sono il mio genere di biscotti, ma non posso non adorarli per il ricordo che evocano 🙂 Comunque, rispondendo a @Rita: è esattamente come dice Luca 😉 ! L’ammoniaca caratterizza anche il sapore!
    @Donatella: si?! Allora conoscerai anche i famosi Camporelli… come missione futura, mi propongo di prepararne la versione veg ;)!
    @Lali: siii, viva ‘l carnivè!! Io aspetto il giovedì grasso perchè qui è festa grande… ed è tradizione che i bambini, mascherati, si fermino di negozio in negozio per ricevere dolcetti 😀 ! Uff peccato non essere più in età 🙁

  10. @Soei: sono contenta tu li abbia provati 😀 ! Il risultato è proprio così: ultra croccanti (i nostri avi devono aver avuto denti robusti!)e interno con solchi caramellati 😉
    @madda: hai ragione, è una storia un po’ infelice… ma adesso i tapìt non avvelenano più nessuno 🙂

  11. @Giulia hai proprio ragione!!i nostri avi devono aver avuto denti moooooolto robusti perché sono decisamente croccanti e pensavo di aver sbagliato qualcosa io! 😉 ma se devono essere così allora sono contenta, anche se ti dirò che proprio come te non sono il mio genere di biscotti! Ma ci siamo divertite a farli e visto che ci avanzava l’impasto ne abbiamo usato un po’ per fare uno strudelino 😉 molto buono!

  12. I Camporelli erano i miei biscotti preferiti. Non ho mai osato veganizzarli. Attendo la tua ricetta.

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