Penne normalight

La classica pasta alla Norma nella mia versione light: al posto delle peccaminose melanzane fritte ci sono le melanzane al forno con l’aggiunta di qualche oliva nera per recuperare un po’ di golosità. Asciugare la ricotta di tofu in forno è il trucco di questo piatto, la ricotta infatti perderà tutta l’umidità diventando abbastanza soda da poter essere grattugiata.

Ingredienti (per 4 persone):
680 g di pomodori in grappolo maturi, privati del cuore e tagliati in quarti
1/2 tazza di olio evo
sale, pepe qb
1 melanzana (circa 680 g) tagliata a cubetti di circa 2 cm
2 cucchiai di aglio finemente tritato
1 tazza di vino bianco
450 g di pasta formato penne rigate
1/2 tazza di olive nere snocciolate, tritate grossolanamente
1 tazza di Ricotta di tofu
1/4 di tazza di formaggio vegan grattugiato, tipo parmigiano
1 tazza di foglie di basilico strappate

Procedimento:
Cuocere la ricotta di tofu in forno per circa 4 ore a 75°, poi toglierla e lasciarla raffreddare. Preriscaldare il forno a 190°, disporre i pomodori in un unico strato su una teglia con carta da forno, irrorare con 2 cucchiai d’olio e aggiustare di sale e di pepe, poi disporre le melanzane in un unico strato in un’altra teglia con carta da forno, irrorare con 2 cucchiai d’olio e aggiustare di sale e di pepe; infine arrostire pomodori e verdure, invertendo le teglie a metà cottura, finché i pomodori non sono soffici e non iniziano ad abbrustolirsi e le melanzane non sono rosolate e soffici (30-40 minuti) e metterli da parte. In una larga e profonda pentola, scaldare il restante olio a fuoco medio-alto, aggiungere l’aglio e cuocere, mescolando spesso, finché non inizia a rosolarsi (circa 1 minuto), poi aggiungere il vino e lasciar sfumare finché non si riduce della metà (8-10 minuti). Nel frattempo portare una larga pentola d’acqua salata a ebollizione e cuocere la pasta al dente. Aggiungere alla padella pomodori, melanzane, olive, pasta, 2 cucchiai dell’acqua di cottura della pasta e mescolare bene per amalgamare, poi aggiustare di sale e pepe, aggiungere la ricotta di tofu grattugiata, il parmigiano vegan e il basilico, infine mescolare delicatamente per amalgamare e servire immediatamente.

  1. grande idea Veganize! Adoro la Norma….

  2. mi permetto di fare un’osservazione: dichiarare light dei piatti vegani solo perchè non prevedono proteine di origine animale mi pare “scorretto”. un piatto che prevede l’aggiunta di ricotta (sia pure di tofu), vino, parmigiano (sia pure vegano) , 1/2 tazza di olio, è sicuramente gustoso, salutare, ma light….bhe mi pare un’inutile vezzo modaiolo…
    scusate, ma dico sempre quello che penso

  3. Ottime! Domandina: cosa mi suggeriresti al posto della ricotta di tofu???

  4. …l’ho scritto su questo post, ma mi viene sempre questo pensiero, leggendo molte delle ricette su questo sito, vegane ma spesso molto pesanti. il non impiego di alimenti ed ingredienti di origine animale non può poi tradursi in un impiego smodato di altri insaporitori o sostanze o ingredienti molto impegnative per la digestione, tipo olii strani (in primis quello di palma) , panne vegetali (che cmq gonfiano) , spezie a profusione, margarine, etc. vabbè scusate, è solo che oggi voglio un pò fare l'”avvocato del diavolo”…. con simpatia 😉

  5. Tutte considerazioni legittime quelle di Paola, ma purtroppo fuori luogo in questo caso: come ho ben specificato non si tratta di un piatto light in assoluto (infatti non compare nella sezione ricette light!), ma di un piatto light rispetto alla controparte originale.

  6. La cucina vegana è etica. 100% etica. Poi può essere leggera o meno, gustosa o meno, economica o meno o tutto quello che si vuole. Vegano=etico. E non vegano = light.

  7. beh, che sia etica è sottinteso (è una delle prime sezioni che ti invitano a leggere quando ti registri su questo sito): non credo quindi ci sia bisogno di spiegarlo o ricordarlo a nessuno qui 🙂

  8. X veganize: ok, saranno fuori luogo…ma ogni luogo dovrebbe essere adatto per fare confronto, per essere liberi di esprimere le proprie idee 😉 infatti nel secondo commento ho detto che ho scritto commentando questa ricetta, ma solo perchè mi ha dato lo spunto per fare delle considerazioni..
    X Michela: ok sull’etica. ma anche la salute è una questione etica, e allora sarebbe bene: vegano=etico=salute . mangiare etico, e per esempio , abusare di fritto (e chiarisco che non mi riferisco alla ricetta di Veganize) non è salutare. tutto qui. la mia è solo una “provocazione” a fin di bene…..

  9. certo Paola, proprio perchè sono considerazioni interessanti avrebbero avuto molta più efficacia nello stimolare un confronto, a mio modesto parere, nella versione “fritta” presente qui sul blog 😉

  10. Scusate, a parte il light, anche i pomodori e le melanzane che sono fuori stagione, non è che siano molto adatte per una cucina naturale e sana……

  11. ieri infatti sono stata in una pizzeria bio (che prevede anche piatti vegani) , e ho molto apprezzato il fatto che abbiano sconsigliato al mio ragazzo di prendere la bruschetta al pomodoro, in quanto i pomodori non sono di stagione e al di là dell’atteggiamento verso una cucina naturale e sana, non hanno un buon sapore.
    invece io ho scelto una pizza di Kamutt alla zucca, semi e germogli davvero buona .
    si veganize ho sbagliato a fare il mio commento proprio sulla tua ricetta…dai…non volevo affatto criticare la tua creazione; volevo solo “pungolare” per sondare…chi fa una scelta “diversa” deve anche avere il coraggio di reggere (senza permalosismi o reazioni aggressive…) il confronto esterno….il fatto è che anche chi si reputa “eticamente corretto” non è esente dal rischio di intolleranze umane (pericolose a mio modo di vedere..tanto quanto le intolleranze alimentari. queste ultime nuocciono al corpo, le prime alla propria anima…) 🙂 buona serata!

  12. d’accordissimo sul non consumare prodotti fuori stagione: è una scelta eticamente corretta e ci guadagna pure il gusto! Quando faccio la spesa al banco verdure in questo periodo e vedo praticamente chiunque che compra almeno 1 confezione di pomodorini mi sale l’angoscia, non so cosa ci trovino, tutta acqua e 0 sapore…

  13. o mamma…ancora la questione vegan=etico,oppure vegan=salutare?é un argomento che si é affrontato diverse volte sul blog.io credo che ognuno di noi ha la propria motivazione per cui ha scelto di mangiare senza procurare nessuna sofferenza ad altri essere senzienti.ogni testa é un mondo a sé e stare qua a discutere le motivazioni personali di ognuno di noi mi sembra una sterile polemica senza un senso logico.io sono per l’uso delle verdure e della frutta di stagione,ma proprio oggi ho pubblicato una ricetta con i peperoni.vi prego,chiedo venia!sono umana,non fustigatemi nella pubblica piazza!poi fra l’altro allora non potremmo cucinare nessun piatto etnico secondo questa chiusa visione dell’alimentazione.non mi risulta che il curry,o il masala,siano a km zero.inoltre paola,non per dire….ma io di vegan in sovrappeso e con il colesterolo alto proprio non ne conosco.anzi siamo tutti in forma (e te lo dice una che ogni tanto un tofu,una panna di soia e una birra se la beve).va bene essere vegan,ma che tristezza rinunciare a tutto.io faccio sport,faccio arti marziali,tai chi e pure pilates e credimi che se una volta ogni tanto mangio una cosa bella condita,non muore nessuno.detto questo…é innegabile che le melanzane grigliate anziche fritte siano meno caloriche!una domanda a Paola:quando mai hai visto qualcuno su questo blog usare l’olio di palma?????lo sanno anche i bambini che é da evitare come la peste!dimmi in quale ricetta lo hai visto qua…la voglio vedere anch’io.

  14. p.s. per paola…fatti una ricerca sul kamut.non é ne etico ne tantomeno salutare.meglio la farina integrale,meglio l’integrale di farro,meglio la t2 a sto punto.poi se ti piace mangiala,ma almeno devi sapere che il kamut é una grande bufala!anch’io faccio la pizzacon metá manitoba e metá integrale,e so che la manitoba é carica di glutine e bisognerebbe evitarla come la peste,ma mi piace e me la mangio una volta al mese.e sono sana lo stesso

  15. Quoto Valentina C! Sante parole! Il mio commento precedente era per Paola non era riferito al “light” della tua ricetta Veganize. 🙂 Il fatto è che me lo sento dire tutti i giorni e più volte al giorno “sei vegana e mangi le patate fritte!?” oppure “sei vegana ma per farti piacere il seitann ci metti 1000 spezie!” Anche su un blog veg non me lo aspettavo 😀 tutto qui.

  16. Grazie Valentina, farò quella ricerca che dici (per questo per il momento ti dico solo che mi piace, che lo compro da una persona di fiducia che ha un mulino e che non mi provoca problemi digestivi come invece altre farine, inclusa la manitoba e l’integrale). cmq sono la prima a sostenere che non bisogna praticare fustigazione alimentare…perchè siano appagati i nostri due cervelli; non solo la pancia, ma anche la mente, lo spirito. un continuo sacrificio (per chi lo vivrebbe come tale) non farebbe bene in ogni caso, pur trattandosi della più sana ed etica scelta. infatti penso che ognuno ha la sua storia e la sua coscienza, e deve saperle onorare. però…spesso leggo proclami di “onnipotenza” da parte di chi compie scelte diverse e finisce per diventare poco tollerante (come persona). dico solo (e mi spiace essere stata fraintesa) che non bisognerebbe mai elevarsi su un nessun trono di assoluta perfezione e saggezza; infatti io, per provocazione, l’ho fatto…ed ecco subito le reazioni risentite. dico solo che spesso vi elevate a esseri perfetti, e invece nessuno lo è . allora dico: che ognuno faccia (di gusto) le sue scelte ma senza darsi quella supponenza che, ti assicuro, ho riscontrato in molti vegetariani (io lo sono) o vegani o macrobiotici o crudisti,ecc. e , per carità, anche carnivori o omnivori. infatti mi piace, in ogni gruppo che mi trovo a frequentare, stimolare l’apertura mentale.
    non devi chiedere venia. evviva gli strappi alle regole, evviva l’auto-disciplina, evviva lo sport, evviva i piatti gustosi, evviva le provocazioni, evviva le scelte dettate dalla propria coscienza, evviva chi sta in forma e anche chi non lo è (per i più svariati motivi) perchè trovi il suo modo personale di diventarlo.

  17. …il bello di questo blog è che ogni giorno si impara qualcosa di nuovo! non sapevo che il kamut fosse una bufala…il farro posso ritenerlo ancora mio amico? 🙂

  18. 😀 😀 Io l’ho scoperto chiedendomi perché vicino alla scritta Kamut ci fosse sempre quella R nel cerchietto!!

  19. non mi posso più fidare nemmeno del fruttarolo, che vita difficile! 🙁

  20. Valentina C sono assolutissimamente d’accordo con ogni singola tua parola 🙂 Un bacione! ps: buona questa pasta!!!! che fame!

  21. paola,la perfezione non é di questo mondo,e io personalmente di vegan che si autodefiniscono tali fino ad ora non ne ho conosciuti.certo,rispetto ad una persona che si nutre di morte mi ritengo piú umana.ma non prescindo dal fatto che non ci sono nata vegan ma ci sono diventata.per fortuna ho aperto gli occhi e sto evolvendo.detto questo,credo che qui quasi nessuno sia straight edge (ok a me piace il punk ma non ce la farei mai a non bermi una birra),quindi mangiamo e cerchiamo di vivere il piú eticamente posssibile,ma non ce la faremo mai del tutto.io ad esempio compro scarpe ovviamente senza pelle,ma magari sono prodotte in cina con lo sfruttamento di qualche operaio sottopagato.allora ho dei rimorsi se ci penso.ma i prezzi delle scarpe vegan sono inavvicinabili.allora o divento come Sauro e vado in giro sempre a piedi scalzi,o scendo a compromessi con me stessa.l’importante é essere coerenti il piú possibile con le scelte fatte.fine argomento per quanto mi rigauarda.vi ho ammorbato abbastanza.ciao veganaize

  22. l’etica riguarda la deontologia dei comportamenti, quindi una valutazione di ciò che è giusto, mi pare una definizione che benissimo si attaglia alla scelta vegan come modo di essere nel mondo (quindi anche di cucinare ma non solo). Mi pare invece meno adatta per classificare pasti light o meno. A meno che Paola non si riferisca all’impatto ambientale della coltivazione della palma -ma nel caso il punto non sarebbero le calorie- . Preferire una cucina con pochi grassi (senza sarebbe anch’essa non salutare) può essere un bene, il passo verso la categoria etica,però, a me pare un passo falso. ecco questo equivoco: senza grassi=etico mi pare, nel caso, “modaiolo”.
    ciao a tutti

  23. …personalmente non condivido il fatto di essere così macabri nei proclami…dire ad una persona che magari non abusa, ma ha scelto nella sua vita di non escludere totalmente la carne (…e te lo dico io che sono vegetariana) che “si nutre di morte”…bhe mi pare un’inutile proclamazione aggressiva. A parte il discorso etico, ormai tutti i medici mettono in allarme sulle conseguenze dannose per la salute di un uso smodato di proteine animali.quindi chiunque ha gli strumenti (nella sua coscienza) per fare una scelta “giusta”. ma a mio modo di vedere, preferisco un approccio pacifico e tranquillo a queste cose, piuttosto che quello usato da chi punta il dito dicendo “ah tu ti nutri di cadaveri, di morte..ecc.ecc.” . queste cose, al contrario di quella che è la pregievole intenzione, fanno allontanare ancora di più le persone da una giusta evoluzione. bisogna rispettare anche i percorsi individuali, non forzandoli , ma accompagnandoli con dolcezza. quanto alla perfezione, e al discorso delle scarpe di pelle , etc etc….ci siamo capite: non esiste e anche il solo tentativo di apparire perfetti è solo un atto di presunzione. siamo umani…

  24. se una persona mangia carne,si nutre di animali morti,quindi cadaveri.dillo come vuoi,ma il concetto é quello.puoi esprimerlo in modo piú o meno delicato,ma il concetto rimane sempre quello.io mi esprimo cosí in generale.se una cosa non mi piace,non dico appunto non mi piace,ma dico mi fa c….e ( qui evito il temine,comunque rientra nelle quotidiane funzioni corporali).questo é il mio modo di esprimermi,non faccio giri di parole,se uno é un ladro,é un ladro.uno che ammazza un assassino.io sono fatta cosí,ma non punto il dito e non andró mai a dire ad una persona che non conosco,che si nutre di morte.lo dico in tono scherzoso agli amici e a chi mi é vicino.mi piacerebbe molto vivere un un mondo fatato e libero dalle ingiustizie e dallo sfruttamento,dove tutti girano con cappelli elfici e campanellini attaccati ai vestiti.so che cosí non é e ne prendo atto.io non forzo nessuno,sinceramente evito anche di parlare delle mie scelte personali,non mi interessa fare del proselitismo soprattutto se vedo una chiusura mentale che mi farebbe solo perdere energie.a me due cose danno molto fastidio:l’incoerenza,uno e l’ipocrisia,due.io quando ho deciso di cambiare alimentazione e stile di vita,l’ho fatto in modo radicale,perché io sono fatta cosí.non mimpiacciono molto le mezze misure.allora per me,personalmente un vegetariano che mangia derivati animli,di qualunque tipo,anche formaggio,uova e latticini,é incoerente.poi sinceramente me ne frega tanto quanto se lo fa,ma a sto punto puó mangiare anche carne,pesce e salumi,tanto il processo é lo stesso.e chi lo nega,é solo ipocrita.

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