Pane azzimo ed erbe amare

Con la scusa di una raccolta sul web di ricette viste lette e mangiate ho pensato di postare la mia cena del giovedì santo. Oggi poi è un giorno speciale per i cristiani, un giorno triste; quest’anno poi è reso ancora più triste da quello che è successo in Abruzzo, proprio oggi si sono celebrati i funerali delle vittime del terremoto: penso che non ci siano parole per esprimere i sentimenti  che proviamo in questo momento. Ognuno li porterà, a suo modo, nel suo cuore. Eccoci al libro che mi ha dato l’ispirazione: Marga Minco (1920) è un’autrice poco conosciuta dal pubblico italiano ma è considerata una delle migliori scrittrici olandesi. Nel suo libro “Erbe amare” (sottotitolo: una piccola cronaca) narra la storia di una famiglia ebrea durante la seconda guerra mondiale e, a pagina 67 del capitolo intitolato anch’esso erbe amare così racconta: “Quella notte a letto non riuscivo a dormire. Pensavo a quelle porte. Pensai alla porta che dovevo lasciare aperta la sera del seder (cena rituale della Pasqua ebraica), per far sì che il viandante stanco potesse capire che era il benvenuto e che potesse quindi sedersi alla nostra tavola. Ogni anno speravo che entrasse qualcuno, ma non accadeva mai. E pensai alle domande che dovevo porre come ultimogenita: “Manishtannà halaila hazé. Perché questa notte è diversa da tutte le altre e mangiamo pane azzimo ed erbe amare…?” Allora mio padre raccontava con tono melodioso della fuga dall’Egitto, e che noi mangiavamo pane azzimo ed erbe amare per riviverla di nuovo – per secoli e secoli”. Non conoscevo prima d’ora questa autrice e sono molto contento di aver trovato questo libro. Con una storia semplice e intensa mantiene viva la memoria su quella scelleratezza che è stata la Shoah, per non dimenticare, mai. Non penso sia questo il luogo adatto per parlare di questi argomenti (e non lo farò) ma ritengo che, comunque uno la pensi, dobbiamo tenere vivo il ricordo per far sì che certe cose non si ripetano mai più, in nessun modo, qualunque sia la vittima e qualunque sia il carnefice. Ed eccoci finalmente alla ricetta:

Ingredienti per il pane azzimo (per 4 pagnotte):

160 g di farina 00
80 g di farina integrale
acqua
sale

Ingredienti per le erbe amare:
erbe amare
sale
olio evo

Procedimento:
Mescolate le farine con il sale e l’acqua tiepida (ce ne vorrà circa 100 ml) fino ad ottenere un impasto elastico, abbastanza morbido; fatelo riposare circa 1 ora tenendolo coperto con un panno. Stendete l’impasto formando delle pagnotte rotonde e molto schiacciate e infornatele a 220° fino a quando le pagnotte non avranno assunto una bella colorazione dorata (ci vorranno circa 20 minuti). Nel frattempo pulite le erbe amare e fatele cuocere in acqua salata (io le ho fatte cuocere 5 minuti in pentola a pressione) e conditele con olio evo. Il pane è venuto molto secco e croccante, a me piace anche così, magari la prossima volta proverò a farlo più morbido. Non indico le dosi per le erbe amare, ognuno le farà a piacimento e sulla base del loro utilizzo: come secondo o come contorno. Le erbe amare è bene cuocerle in abbondante acqua (anche se si usa la pentola a pressione) perché così perdono un po’ del loro amaro. Anche queste crescono nei miei campi e quindi ho la fortuna di averle disponibili (e sicuramente biologiche); non amo mangiarle di frequente perché sono effettivamente molto amare. Capisco che questo sapore amaro possa non piacere a tutti. Questa è stata la mia cena del giovedì santo, così come è stata anche l’ultima cena di cui si narra nel Vangelo che altro non è che la cena della tradizione pasquale ebraica. Nella Bibbia ci sono molti riferimenti a queste usanze (ad esempio Es 12,8, Nm 9,11, ecc) e il brano del libro che ho citato all’inizio fa proprio riferimento a questa tradizione. Il libro citato è edito nel 2000 dalla casa editrice La Giuntina.

  1. Che bello Francesco, molto molto interessante. Grazie per questo regalo.

  2. Non ho parole Francesco per commentare questo tuo meraviglioso post che mi ha fatto dinuovo venire il nodo alla gola……….ho pianto tanto oggi, non mi vergogno a dirlo, vedere tutte quelle bare allineate cercare di capire il perchè a volte l’uomo debba soffrire così è difficile da capire 🙁 Come hai detto tu forse un vero cristiano riesce a trovare il conforto nelle fede……….ho avuto un momento della mia vita dove non credevo di farcela a sopportare quello che stavo vivendo, ma qualcuno mi ripeteva che “il Signore non ci da mai una croce più pesante di quella che possiamo sopportare”……..e così è stato dopo quel periodo è tortana la luce, una luce più vivida che mai……..sarà così anche per le persone che stanno soffrendo in questo momento in Abruzzo!

  3. Spero il prossimo anno di riuscire a vivere la Pasqua come avrei voluto fare anche quest’anno, con partecipazione. Ma non ci sono riuscita. Ci sono periodi nella vita in cui si è talmente concentrati su se stessi che ci si dimentica delle cose fondamentali. Ma bisogna accettare anche questi momenti, con la speranza che ci siano giorni migliori.
    Scusate, stasera mi sento triste e un pò sola… Succede.

  4. Non preoccuparti Loira, succede e anche questa passerà 🙂
    alle vittime dell’Abruzzo vanno il mio pensiero e le mie preghiere…

  5. Complimenti per le tue parole toccanti, per la bellissima foto caravaggesca, per la ricetta proposta molto particolare.
    Un abbraccio a chi in questo momento sta soffrendo…

  6. Sò che questo non è il post ideale… ma lunedì sono in Abruzzo come volontaria infermiera, cerco scarpe e vestiti pesanti per questi bimbi, se avete qualcosa e volete donarlo grazie di cuore, io per andare lì mi son dovuta licenziare, ma questo e altro per chi stà peggio di me

  7. @ Chicca: il venerdì è passato, viviamo nell’attesa e nella certezza della resurrezione. Questa certezza deve confortarci anche nella vita reale, sennò non riusciremmo a sopportare tragedie come queste.
    @ Loira: anch’io avrei voluto vivere la quaresima in maniera più intensa ma non ci sono riuscito. Per me sono tutte scuse, ho pensato troppo a me e mi sono fatto prendere dalle cose senza importanza.
    @ Barbara: dove andrai in Abruzzo? Io, salvo contrordini dell’ultimo momento, lunedì parto con la colonna regionale (Liguria) per Tione degli Abruzzi (un paesino vicino l’Aquila) dove c’è il campo gestito dalla Regione Liguria. Dico salvo contrordini perché mi hanno già spostato la partenza un mucchio di volte.
    Mi fermerò una settimana e, con ogni probabilità, sarò… in cucina! 🙂
    Chissà, magari ci troviamo là.
    Vediamo se riesco a fare qualche post (magari con gli ingredienti per 400 persone!).
    Perché hai dovuto lasciare il lavoro? Io come volontario di un gruppo di protezione civile ho diritto ai giorni per andare (non è la prima volta che lo faccio). Il riferimento normativo mi sembra che sia il DPR 194/01.

    P.S. non volevo rendervi tristi, volevo solo rendervi partecipi delle mie riflessioni e… delle mie ricette! 🙂

  8. Eh sì Barbara, come mai ti sei dovuta licenziare?

  9. Sono infermera diplomata, ho fatto la volontaria in Africa ed in India e dove lavoro oggi ho un contratto a termine, ho chiesto l’aspettativa e me l’hanno negata!

  10. Sono infermera diplomata, ho fatto la volontaria in Africa ed in India e dove lavoro oggi ho un contratto a termine, ho chiesto l’aspettativa e me l’hanno negata!

  11. Cara Barbara quello che dici non mi sembra giusto e mi sembra impossibile che in una situazione del genere si possa venire licenziati 🙁 Spero tu possa comunque essere d’aiuto ovunque ce ne sia bisogno………..un abbraccio affettuosa!

  12. p.s.: scusa volevo dire INGIUSTO!!!!

  13. Barbara e Francesco, grandi! Portate un pò di sollievo a quelle persone e Dio ve ne renderà merito…

  14. E’ fantastico trovare gente che condivide il tuo punto di vista da chissà quale altra parte dell’Italia o del pianeta.
    Anche io ho fatto spesso pane azzimo ed erbe amare per la colazione di Pasqua
    🙂

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