Gnocchetti alla campidanese veg

Questa è una ricetta tradizionale della Sardegna.
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Ingredienti (per 2 persone):

1 bustina di zafferano
1 cipolla
1 cucchiaio di salsa di soia
1 spicchio di aglio
150 g di seitan
180 g di gnocchetti sardi, possibilmente freschi
3 cucchiai di triplo concentrato di pomodoro
basilico
lievito alimentare in scaglie
olio evo
sale
scorza di limone non trattato
1 manciata di semi di finocchio
vino bianco da cucina per sfumare

Procedimento:
Tritate aglio e cipolla e fateli rosolare in padella con 1 filo di olio e 1 pizzico di sale (attenzione a non esagerare col sale, che anche la salsa di soia è molto sapida). Aggiungete il seitan tritato grossolanamente insieme alla salsa di soia e lasciar cuocere per circa 5 minuti. A questo punto sfumate con 1 goccio di vino bianco da cucina. Una volta evaporato il vino aggiungete il concentrato di pomodoro, con un mestolo di acqua calda (meglio se acqua di cottura della pasta, se riuscite a gestire bene i tempi di cottura). Fate andare questo sugo per 10 minuti, aggiungendo a questo punto i semi di finocchio tritati nel mortaio e  badando di aggiungere un po’ d’acqua qualora il sugo si asciugasse troppo. Cuocete gli gnocchetti, scolateli e metteteli in padella col sugo, insieme alla buccia di limone, lo zafferano sciolto in acqua calda, il basilico e il lievito alimentare in scaglie. Mantecate il tutto a fuoco vivo per 2 minuti e servite con 1 spolverata finale di lievito in scaglie.

  1. Wow sembra gustosissima! Complimenti

  2. ullallà!!! sembrano ottimi! questi domani li faccio, ho tutto. grazie angela!

  3. … riesco quasi a sentirne il profumo !!!

  4. secondo me una sezione di ricette tradizionali ci starebbe bene, i cuochi di veganblog sono così abili con le sostituzioni!! devo provarci anch’io…. magari con polenta e oséi?? 😀 del resto se biocontessa ha veganizzato il caciucco tutto è possibile…

  5. Prima o poi voglio vedere anche il seitan schironato (arrostito alla sarda!) 😀

  6. Complimenti davvero!!

  7. mamma mia che buoni che dovevano essere!

  8. Ciao,bellissima questa ricetta fara’ sicuramente la gioia del mio papà(originario di Arzachena
    ma da moltissimi anni a Milano)grazie per l’idea,domani la preparerò sicuramente

  9. malloreddus!!!io li faccio invece col sugo con la soia però non avevo mai pensato allo zafferano! be magari quando vado in giù in vacanza li propongo in famiglia!!

  10. Che belli…sembrano quelli autentici ma molto molto più invitanti!!

  11. sono sarda e amante dalla cucina sarda…non sono vegana ne vegetariana e leggevo questo sito perchè comunque utilizzo spesso i prodotti alla soia,sono deliziosi,comunque odio gli gnocchetti alla campidanese perchè no mi piace la salsiccia,oltre al fatto che non sono un amante della pasta…bè questi devono essre davvero buoni!!

  12. Ottimi…li ho fatti ieri sera seguendo passo passo la tua ricetta! Tranne che alla fine al posto del lievito in scaglie ho messo il gomasio. Veramente buoni 😉

  13. Mi vien troppo da ridere, leggendo ricetta tipica sarda…forse perchè sono sarda e cagliaritana?
    Angela, mi potresti spiegare perchè hai messo il lievito a scaglie?

  14. @akentos:ho usato il lievito in scaglie per sostituire il pecorino, che mi pare, se non ricordo male, sia previsto nella ricetta originale.

  15. Sì ci va il parmigiano, non ci va il limone ed al posto del concentrato di pomodoro, ci vuole la passata, magari preparata in casa. Quando diventerò una brava cuoca vegana, proverò sicuramente la tua versione, grazie.

  16. Bene, visto che non solo sono sarda, ma sono campidanese (non cagliaritana, ma proprio campidanese) e che qualcuno voleva la ricetta proprio tipica, ma veganizzata, ve la posto. Gli gnocchetti, chiamati malloreddusu, sono fatti con semola di grano duro grossa, acqua, un pizzico di sale e un ingrediente che noi possiamo sostituire con poca purea di patate. (Serve esclusivamente per legare, addensare e salare leggermente.) Lo gnocco sardo è leggermente diverso da quello italiano. Si fa tagliando a tocchetti di almeno due centimetri il solito rotolino di pasta, grosso poco meno di un dito, ma dopo si fa scivolare su una stuoietta di vimini o nell’apposito cestino di vimini, per imprimergli le righe in cui verrà trattenuto il condimento. Non è fondamentale usare il tradizionale cestino, potete usare un normale rigagnocchi. Mi raccomando, ‘malloreddu’ significa ‘vitello’ perché lo gnocchetto deve venire bello pacioccone, ‘grasso come un vitello’!
    Lo zafferano, in realtà, è un optional, ma se lo volete usare va messo nell’impasto, non nel condimento. Gli gnocchetti si bolliranno nell’acqua salata, come la pasta.
    Il condimento tipico è, invece, della passata di pomodoro fatta in casa. In Campidano, non usiamo il basilico nella passata, è un’aggiunta italiana. La nostra passata di pomodoro è fatta con i nostri tipici pomodori perini, bolliti a lungo in pentole di alluminio. Così è la tradizione, ma per coloro che sono attenti al materiale delle pentole consiglio la ghisa. Dopo, il tutto dovrà essere passato al passaverdure e imbottigliato in bottiglie di vetro sterilizzate, come la marmellata.
    La passata verrà in seguito insaporita con olio e cipolla sul fornello al momento dell’utilizzo.
    Discorso diverso sarà il seitan. Dovendo sostituire un ingrediente dal sapore particolare, dovrà essere insaporito con le stesse spezie, per cui chi lo autoproduce potrà inserirle nell’impasto, chi invece usa quello pronto dovrà saltarlo in padella sbriciolato con olio, vino e cipolla tagliata fine e aggiungere in quel momento le spezie, che sono: semi di finocchio macinati, importantissimi; pepe macinato; aglio tritato finissimo; bacche di ginepro, pochissimissimo (da togliere); un goccio di mirto.
    Dopo questa soffrittura, il seitan dovrà essere aggiunto al sugo di pomodoro, a cui si aggiungeranno anche gli gnocchi bolliti. Ancora qualche minuto di fornello e sarà tutto pronto.
    Una spolverata di lievito alimentare e si serve.
    La ricetta originale non contiene né scorza di limone, né salsa di soja, né basilico, né concentrato di pomodoro, ma ognuno può naturalmente personalizzarla secondo i suoi gusti personali. Io proverò senza dubbio questa versione proposta da Angela C. che mi sembra succulenta!
    Ciao a tutti!

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