Fusilli cremosi

Se tuo figlio grida “fusilli!!!” con gli occhi pieni di speranza, se il tuo compagno ha voglia di cime di rapa ma non delle “solite orecchiette”, se tu pregustavi già un’insalata di cereali, ma devi arrenderti alla pasta (per inferiorità numerica) e se in dispensa alcuni pinoli dimenticati reclamano un posto d’onore nel piatto… allora nasce un pranzo così. Sfumato di verde, un po’ dolce e un po’ amaro, croccantino e profumato. I fusilli d’orzo vanno accuditi attentamente durante la cottura, ma poi ricambiano  generosamente le cure ricevute!
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Ingredienti (per 3 persone e 1/2!):
300 g di fusilli di orzo
1/2 finocchio
1 ciuffo di cime di rapa
2 spicchi di aglio
1 manciata di pinoli
prezzemolo
olio evo

Procedimento:
Lavate le cime di rapa e mettetele in un pentolino con coperchio a fuoco bassissimo (senza aggiungere altro: la sola acqua rimasta tra le foglie sarà sufficiente), fatele cuocere per 10 minuti o finchè non saranno tenere. In una padella fate cuocere il finocchio tagliato a fettine con 1 filo d’olio e l’aglio, sempre con coperchio e a fuoco basso. Se necessario, aggiungete poca acqua in cottura (il finocchio deve diventare morbido). Eliminate l’aglio e unite le verdure. Frullatele fino a ridurle in crema e conditeci la pasta appena scolata. Se dovesse risultare troppo compatta, potete aggiungere un po’ d’acqua di cottura dei fusilli. Impiattate e guarnite con i pinoli tostati e pestati e con qualche fogliolina di prezzemolo; 1 filo d’olio e tutti son contenti!

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Renata Balducci, presidente di Associazione Vegani Italiani e fondatrice di Veganblog
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  1. Aglio a parte, la farò di sicuro!! 😀 Grazie, è bellissima!!! Magari uso pasta di saraceno (non posso il glutine). 😀

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  2. … e così hai accontentato tutti 😉 brava Vale! 😛

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  3. Mi rispecchio molto nella situazione famigliare!!!!Gran bel piatto, complimenti se molto attiva, avendo una bebè appena arrivata!Bravissima

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  4. Stuzzichevolmente stuzzichevoli! Da provare… 🙂

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  5. Che dire, sempre bravissima 🙂

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  6. Grazie!!! Sempre molto care…
    @Terri: potresti provare a farci un bel risotto!!!

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  7. Vale, ma tu cosa fai mangiare al tuo piccolo? Cioè.. è vegano anche lui?

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  8. Ciao! Sì, anche lui è vegano. Gli faccio mangiare di tutto, ma proprio tutto. Ogni stagione scegliamo quello che offre la terra…siamo fortunati perché i miei suoceri hanno un orto molto grande e fornitissimo, libero da pastrocchi chimici. Abitando in un piccolo paese tra le colline marchigiane abbiamo la possibilità di trovare anche frutta a km 0 e bio, idem per i cereali ed i legumi. Per quello che ci è possibile, quindi mangiamo bio ed integrale. Lui adora i cardi, le cipolle, i piselli, le lenticchie, i cavoli e tutta la frutta.Non ci facciamo mancare nemmeno qualche peccato di gola, però! Faccio dolci spesso, tre volte al mese di media e con la mia pasta madre riesco a sfornare con una certa frequenza anche pani, pizze, focacce e altri prodotti da forno. Riduco al minimo l’uso di zucchero, comunque sempre di canna integrale e faccio grande uso invece di semi oleosi e frutta a guscio. Attilio ha quasi tre anni ed è in piena salute (e non vaccinato!)! A settembre comincerà la scuola ed abbiamo ottenuto la possibilità di menù vegano anche lì!

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  9. ValeVico posso chiederti se hai avuto difficoltà a farti aiutare dal pediatra o se hai avuto la possibilità di sceglierne uno vegan-friendly? Non sono mamma, ma l’argomento mi interessa molto [in futuro, chissà… 🙂 ]. Sono vegana solo da pochi anni e non ho ancora capito se tutti i bimbi potenzialmente possano essere tirati su vegan.
    Non so se la mia sia una domanda pertinente in questo contesto. Nel caso, chiedo scusa alla moderazione.

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  10. Ciao Kuppi, mi intrometto per risponderti, in attesa che anche Vale dia delucidazioni in merito. Io ti posso dire con certezza che i bambini, come tutti gli essere umani dovrebbero essere vegani! Non solamente per un fatto etico, ma proprio perchè è il corpo umano che è alimentato al meglio con i vegetali, fonte di vitamine, enzimi, sali minerali, acqua biologica e, in misura bilanciata, proteine.
    Tutti noi siamo “programmati” per digerire facilmente, cosa che non ci permettono di fare i prodotti animali, i quali intasano il nostro apparato digerente, compromettendo la salute di tutti gli organi.
    I bambini, a maggior ragione, vanno nutriti con cibi leggeri e sani. Pensa che l’alimento la cui la composizione chimica è più simile al latte materno è la frutta: ne consegue che sia il più adeguato per il proseguimento dello sevzzamento, perchè è molto zuccherina e poco proteica. Infatti rimpilzare un bebè di cibi animali per di più industrializzarti significa bombradrdarlo di troppe proteine che gli acidificano il sangue e lo sottopongono a cali immunitari.
    Purtroppo i pediatri sono troppo impegnati a vendere prodotti per ricevere premi o altri favori dagli informatori scientifici, quindi sono ben pochi quelli che diffondono la verità. In ogni caso non sono introvabili, ma neppure indispensabili per crescere bimbi sani, perchè l’inserimento di cibi solidi nella dieta dovrebbe essere guidata dal bambino e non imposta dagli adulti perchè ognuno è diverso.
    Io con la mia ho fatto così e fino ad 11 mesi non ha mai voluto assaggiare nulla, si è presa solo latte mio e la sua crescita era comunque esuberante! Poi piano piano ha iniziato ad assaggiare quello che mangiamo noi (cereali, legumi, frutta e verdura) pur continuando l’allattamento e ora ha 19 mesi e mangia tutto quello che le propongo. Adora le radici amare,la cicoria, le coste, le carote, le fragole, le lenticchie, va matta per i ceci, le cime di rapa,

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  11. …scusa…ho inviato per sbaglio.
    Concludo col dire, che mangia vegano e che è sanissima perchènon le manca nessun nutriente. Quindi quando partirai per questa bella avventura che è la maternità, segui il tuo istinto e stai tranquilla!Qui sul blog trovi tanti spunti per ricette per bimbi, poi sarà il tuo baby a guidarti al meglio. Che ne pensi Vale? Sono curiosa di sapere come hai fatto tu con gnoMattilio!!

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  12. Grazie Dida per la tua risposta! 😀
    Io sono ancora ignorantella a riguardo, perché per il momento mi sono concentrata solo sugli effetti che la dieta macro-vegan ha avuto su di me e le mie piccole problematiche. Riguardo alla svezzamento ho conosciuto e letto di persone che hanno cresciuto senza problemi i propri figli vegan. Ma ho conosciuto anche persone che nonostante avrebbero voluto, non hanno potuto causa qualche disturbo del bimbo, per cui il pediatra ha consigliato di introdurre, ad esempio, del pollo una volta a settimana (e ovviamente mi sono chiesta “e se il pediatra si sbagliasse?”). [Stesso discorso per la dieta durante la gravidanza].
    Crescere un bimbo senza avere un rapporto di fiducia col pediatra onestamente mi spaventerebbe un po’. Ma può darsi che non essendomi ancora informata adeguatamente, le mie perplessità siano Intanto grazie per avermi raccontato la tua esperienza 😉

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  13. ehm, volevo dire “può darsi che non essendomi ancora informata adeguatamente, le mie perplessità siano normali ma infondate”

    😉

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  14. Condivido al 100% il discorso fatto dalla cara Dida. Ti assicuro che TUTTI i bambini possono e dovrebbero essere vegani. Se li si alimenta con cibi genuini, verdure di stagione cucinate in maniera conservativa, cereali integrali per lo più in chicco, tanta frutta, legumi, frutta secca e semi oleosi e se li si allatta a richiesta e a lungo termine, come prevede la natura, allora non possono imbattersi in nessun tipo di carenza. Idem per le donne in gravidanza. Io non ho mai preso integratori di alcun tipo ed ho affrontato la prima gravidanza da vegetariana e la seconda da vegana. I miei cuccioli sono nati a casa, senza interventi medici, senza la somministrazione di vit k sintetica che di prassi fanno in ospedale. Ovviamente ho fatto le regolari analisi di controllo e tutte, proprio tutte, hanno sempre detto che il mio organismo era ok. certo, anche i valori di riferimento delle analisi sono da prendersi con le pinze, visto che sono stabiliti prendendo come “Esempio” una dieta onnivora-carnea. Attilio, quasi 3 anni, aveva un piccolo problema alle unghie dei piedi, che erano sottili e tendevano a sfaldarsi. La nostra pediatra mi aveva consigliato di dargli yogurt o ricotta per integrare la sua alimentazione di calcio, ma io mi sono limitata a dargli più spesso la quinoa e a fargli mangiare tutti i giorni verdure a foglia verde scuro (bietole, spinaci, cime di rapa, rucola) e sesamo (semi e thain)oltre a mandorle e noci. Le unghiette sono migliorate tantissimo, anzi, adesso sono lisce ed hanno un bell’aspetta sano. La nostra pediatra è una dottoressa molto comprensiva ed aperta alle nostre scelte (anche quella di non vaccinare), quindi ci riteniamo fortunati. Ma ci andiamo una volta l’anno per i controlli di routine. Ce ne siamo sempre infischiati delle tabelle peso-altezza che vengono imposte soprattutto nei primi mesi di vita e in questo siamo sempre stati supportati dall’ostetrica-angelo che ci ha seguiti nelle due gravidanze e nel puerperio. Non è facile trovare persone di fiducia con cui potersi confrontare su questi argomenti, perché le informazioni vengono sempre e solo date in un’unica direzione, senza proporre uno spettro di scelta. Le “normali” otiti, bronchiti, bronchioliti, faringiti che hanno i bimbi nei primi mesi-anni di vita sono “stranamente” sconosciute ai bimbi che non sono vaccinati e che seguono una dieta vegana. La Natura ci ha messo a disposizione tutto quello che ci serve per essere concepiti, nascere e crescere sani e forti, basta seguirla. Sono una strenua sostenitrice dell’allattamento materno a richiesta e prolungato (Attilio ciuccia ancora, in tandem con la sorellina di 4 mesi e mezzo), che è il modo migliore per donare ai nostri piccoli un sistema immunitario impeccabile e un equilibrio psicoemotivo saldo. Spero questi nostri post ti siano d’ispirazione se deciderai di avere dei bambini anche tu… 🙂 Baci

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  15. @ValeVico: accipicchia, grazie davvero per tutte le info! 😀
    Ne farò certamente tesoro più in là, quando (e se) arriverà il momento!
    L’unica mia perplessità è sull’allattamento a richiesta e prolungato: non è una faticaccia pazzesca per la mamma? Posso chiederti (e poi, giuro, l’abbozzo col terzo grado e taccio per sempre 😀 ) se è stato difficile conciliarlo col lavoro?

    Beso! 🙂

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  16. E’ una faticaccia per la mamma, ma è il dono più grande che si possa fare a un figlio. l’unico modo che ho avuto per conciliare il mio maternage ad alto contatto col lavoro è stato abbandonare il lavoro e fare la mamma a tempo pieno. Siamo poveri, economicamente parlando, ma ricchi di futuro. Mia sorella allatta a richiesta e ha ripreso a lavorare quando il suo bimbo aveva 9 mesi. Si è presa tutta la maternità e l’apettativa possibili e ora sta consumando ore di ferie per poter lavorare meno e continuare ad allattare (mio nipote ha 2 anni). baci

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  17. Grazie ancora Vale e complimenti per la vostra scelta 🙂

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  18. Comunque i momenti più rilassanti e rigeneranti della giornata li ho proprio mentre allatto i miei piccoli accoccolata sul divano…magari leggendo loro un libro o raccontando una storia. Shanti.

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  19. Quante belle parole Vale, come mi sarebbe piaciuto partorire in casa… Ma qui in lombradia la regione non stanzia finanziamenti e per me sarebbe stato troppo costoso. Così ho preparato una lettera che ho consegnato alle ostetriche in ospedale, in cui ho scritto tutte le mie richieste: che fosse rispettata la naturalità del parto, che mi lasciassero il più tempo possibile con la bimba prima di lavarla, che non le iniettassero la vit k ecc..
    Poi ho firmato per uscire e me la sono portata a casa che non aveva neanche 24 ore, così ho avviato in tranquillità un allattamento che tutt’ora dura.
    Kuppi, io non lo definirei una faticaccia, anzi ha molti lati positivi infatti non serve portarsi dietro borse piene di biberon, latte in polvere, hai sempre tutto a portata di mano, senza dover diluire, mescolare e riscaldare ! Mia figlia biberon e succhiotto non sa neanche cosa siano!

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  20. Pensa Dida: il primo bagnetto Elena lo ha fatto dopo una settimana dalla nascita! Sei stata molto in gamba a far sentire e rispettare le tue volontà in ospedale! Se capito in Lombardia ti faccio un fischio…sarebbe bello conoscersi e far incontrare le nostre famiglie. 🙂

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  21. P.S. Hai un account su fb?

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  22. @Dida: in realtà il latte artificiale come alternativa non l’avevo presa proprio in considerazione. Quando ho detto che l’allattamento a richiesta e prolungato mi lasciavano un po’ perplessa per via della preoccupazione di non riuscire a conciliarlo col lavoro, l’alternativa che avevo in mente era quella della programmazione delle poppate e la riduzione delle stesse in seguito allo svezzamento.
    L’opzione latte artificiale mi disturberebbe parecchio, però da quello che ho visto molti genitori non hanno altra scelta.

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  23. Un’altra scelta la si ha sempre, a meno che una mamma non sia completamente sola, senza il supporto di un compagno o di una famiglia. Le poppate programmate, secondo il mio modesto parere, snaturano il senso profondo dell’allattamento, che non ha la sola funzione di nutrire il bambino. Allattare significa rispondere ai bisogni più importanti del cucciolo: la fame, l’attenzione, la fiducia, la protezione, il consolidamento della personalità, la formazione dell’autonomia e dell’autostima. Tutte queste necessità il bambino non le sente con cadenze orarie prestabilite e continua altresì a sentirle dopo lo svezzamento. Attilio ha cominciato ad essere interessato al cibo verso i 121 mesi e fino ad allora ciucciava esclusivamente latte materno. Ma anche quando ha iniziato a maNGIARE ha continuato a cercare la tetta, aumentando la sua richiesta proprio nelle sue fasi di crescita più intense. Questo perchè più il bambino conosce il mondo e lo esplora allontanandosi col corpo e la mente dalla mamma, più avrà bisognmo di tornare al nido con la certezza di essere accolto con lo stesso calore di sempre. C’è chi sostiene che i bambini allattati a lungo siano mammoni e viziati. Non c’è niente di più falso: i bimbi allattati a lungo hanno avuto il modo di costruire la propria autostima e la propria identità secondo i loro tempi naturali, senza la fretta e le forzature che questa società adultocentrica ci impone ingiustamente, e risultano quindi più indipendenti, più sicuri di se stessi e più autoconsapevoli. Purtroppo le scellerate leggi italiane non permettono di vivere la maternità in modo completo, sano e naturale e obbligano a scelte drastiche. Nel Nord Europa non è così…

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  24. Grazie ancora ValeVico! Apprezzo molto che condividiate le vostre esperienze 🙂
    La cosa che mi spaventa un po’ pensando alla mia futura ed eventuale maternità non è forse tanto quella di fare o meno le scelte più giuste, quanto piuttosto quella di riuscire a barcamenarmi tra le varie informazioni che troverò e riceverò dalle strutture “tradizionali” della medicina occidentale – nella quale ho molto spesso scarsa fiducia.
    Ma vabbè, quando sarà il momento, mi porrò il problema.
    Intanto, un augurio speciale a voi mamme!
    Baci

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  25. Scusa il ritardo Vale, io non ho un’account su fb, ma puoi contattarmi tramite mail. Se capiti qui a Mantova non esitare a dirmelo, sarebbe proprio bello incontrarsi! Ciao e complimenti ancora per tutto.

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  26. Veramente il mio compagno dice spesso che vorrebbe portarci tutti a fare un giro a Mantova,visto che è bellissima e che non ci sono mai stata! Ti contatterò di sicuro quando verremo! Bacioni a te e alla piccola. Avete scelto un nome magnifico!!

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