Crema al limone

Ciao a tutti! Questa ricetta nasce per caso, dovendo finire alcuni ingredienti rimasti nel frigo, mai avrei pensato potesse venire bene (infatti ho fatto una sola foto al volo, ed è pure venuta sfocata! 😛 ) Di recente ho avuto tante discussioni con svariate persone sull’alimentazione… purtroppo con le feste di Natale bisogna far fronte a pranzi/cene con parenti di qua e di là e infatti questi giorni mi è rimasto un po’ di nervosismo addosso, ho bisogno di divagarmi un po’ quindi proverò altre ricettine (cucinare mi aiuta), poi vi faccio sapere!IMG_1440
Ingredienti:
550 ml di latte di soia vanigliato
3/4 di succo di 1 limone
15 g di burro di cocco
50 g di fecola di patate
1 cucchiaino di agar agar
7 cucchiaini circa di sciroppo di agave
aroma vaniglia (a piacere)

Procedimento:
Versare in un pentolino il latte, io ho utilizzato quello vanigliato e zuccherato, ma se preferite quello classico potete aggiungere l’aroma di vaniglia, ad ogni modo si può aggiungere quest’ultimo anche se utilizzate il latte vanigliato in quanto, per i miei gusti, l’aroma di vaniglia non risulta comunque eccessivo. Unire poi la fecola setacciata e il resto degli ingredienti, 7 cucchiaini di sciroppo d’agave sono circa 35 g, ho dosato a cucchiaini perchè assaggiavo man mano per trovare la dolcezza giusta, ma comunque anche questa varia in base ai gusti. Mescolare inizialmente gli ingredienti a freddo poi accendere il fornello a fiamma moderata. Come potete notare dalla foto la crema in quel momento presentava grumi, io l’ho accompagnata tutto il tempo con il minipimer per eliminarli e mescolandola spesso con il mestolo di legno. Fate sobbollire per circa 10 minuti, deve raggiungere una consistenza piuttosto densa.

  1. verissima la tua apertura sul “nervosismo”, porta pazienza e sfoggia sempre un sorriso

    bless and love!

  2. Sfogati pure cucinando e pubblicando. Almeno qui diamo tutti nella stessa barca. Per quanto riguarda il nervosismo anche io a volte mal sopporto. Se fossero discussioni intelligenti ci potrebbe stare ma sono spesso battute ironiche che fanno male. Io evito pranzi e cene con posso ma i parenti (alcuni)in questo senso sono peggiori. Sei mai stata seduta due ore di fronte ad un piatto vuoto? Io si ? non e piacevole ma e’ andata…e pure non è poi così difficile il vegano..complimenti per la crema. Appena faccio qualche dolce la provo.

  3. Ciao IamGiuly,intanto complimenti per la tua ricetta,adoro il limone in tutte le sue forme,o quasi! XD

    Mi dispiace per la tua esperienza, ne so qualcosa anch’io. Per esempio l’ultima sera che ero in collegio stavo pure per fare una scenata ; ovviamente anche in questo caso io non avevo detto una parola ed erano stati gli altri a cominciare,a conferma che poi sono i veg* quelli che rompono le scatole! -_-

    Se posso chiedertelo,nel tuo caso quali sono esattamente le obiezioni che ti vengono rivolte? Carenze proteiche e di altri nutrienti o qualcosa di più originale?

    Veruska : due ore?? 0_0 Ma eri a casa di qualcuno o in ristorante?

  4. Ero in casa dei parenti…

  5. Mmmmh che slurperia!!! 😛 😛 😛
    Ne pregusto già il delizioso sapore, quale accompagnamento di fragole e frutti di bosco… *.*

  6. Ah ah ah vedo che questi giorni sono una bella prova per tutti! Io ne approfitto per divertirmi un pò e non indietreggiare neppure di un passo, senza prendermela. A seconda dei miei interlocutori adotto varie strategie. Stamattina è stata sfiancare il mio commensale (che ovviamente è partito col pippone per primo!….e la B12???? Etc etc….la prendo esattamente da dove la prendono anche le mucche!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 😉 La tua crema è straordinaria, mi piace e mi intriga l’aggiunta del burro di cocco. Sembra strabuona, grazie 😀
    E la foto volante mi piace assai! 😉

  7. È bello trovare persone che ti capiscono…forse è proprio per questo che ancora non ho ufficializzato la mia “veganizzazione”: già mi sento a disagio nella maggior parte delle situazioni a dire che sono vegetariana (ma poi mangio vegan, ormai, quindi evito tutto l’evitabile, ciò significa non mangiare quasi niente) perciò ho un po’ paura ad affrontare nuove critiche, fossero costruttive e intelligenti come dice Veruska, sarebbero sensate. Quello che mi fa arrabbiare di più è che ha accettato meglio questa mia scelta la famiglia del mio ragazzo piuttosto che la mia. Alla cena di Natale i miei parenti sono stati tutta la sera ad offrirmi tortellini, affettati, tartine al pesce e chi più ne ha più ne metta, aggiungendo frasi del tipo: “non sai che ti perdi”… per fortuna la mia dolce nonna mi ha preparato i piatti a parte senza mai accennare un minimo di fastidio. Però lei ad esempio era abituata a cucinarmi i fiori di zucca ripieni di mozzarella, era il suo piatto forte da pepararmi (anche perché li adoravo), ora non li sto più mangiando li lascio lì ma non so che dirle, non vorrei complicarle la vita ulteriormente… voi che mi consigliate? Come posso affrontare al meglio questo passaggio da vegetariana a vegana, che già è avvenuto, nei confronti degli altri (soprattutto di chi amo, come mia nonna)?

    @Veruska: no non mi è capitato mai! Caspita! E tu come ti sei comportata?
    Però mi è capitato ad un ristorante che mi portassero come antipasto insalatina scondita, come primo niente (difficile fare un risotto ai funghi?), come secondo due pomodori grigliati e ancora insalatina scondita. Mah…

  8. Consiglio di Lali: regala a tua nonna una bella morrarisella e chiedile di usare quella quando ti prepara i fiori di zucca. 🙂
    Al ristorante io prendo pasta all’olio e tanti contorni tra cui i funghi trifolati senza burro e li mischio alla pasta. Per secondo verdure grigliate r fagioli all’insalata 😉
    In pizzeria prendo una marinara con due o tre contorni di verdure grigliate e non e poi mi compongo la pizza. Di solito altri mi copiano! 😆
    Baci 🙂

  9. Ehm, volevo dire “mozzarisella” ! 😳

  10. io ho detto “ho deciso di vivere Vegan, scelta mia, non voglio né discussioni né altro” all’inizio è stato un trauma per i famigliari poi si è tutto sistemato, ora addirittura mia madre da scettica-preoccupata-dispiaciuta-traumatizzata dalla mia scelta è diventata vegetariana, babbo no ma ha calato moltissimo il consumo di carne e derivati anche lui

    visto il contesto socio-culturale in cui viviamo affrontare questa scelta e questa “prova” è come lanciarsi contro un muro di pietra senza armature addosso, se sei forte ti rialzi e lo rifai finché anche il più impenetrabile dei muri cede.

    se qualcuno ti deride o ti prende in giro tu sorridi mostragli la tua serenità e la tua armonia, di semplicemente “non faccio del male a nessuno in nessun modo con la mia scelta, nemmeno a te, perché devi criticare questo!?” …….quando ho imparato questo mi si è ancor più aperto il mondo

    bless and love!

  11. Giuly come mi sono comportata? Niente sono stata in silenzio faccendo finta di niente ma visto che comunque sono stata invitata almeno un piatto di insalata senza troppe prestese ci stava.Ho cercato di divincolarmi e non rispondere alle solite imbarazzanti domande. Per fortuna c’erano i miei figlie e i loro compagni che alla mia sorpresa mi hanno difesa dicendo che la cucina vegan (perchè loro la mangiano volentieri) li piace e che i dolci che li preparono sono buonissimi. ERo veramente felice per questo. Comunque è andata,dai. Luca,son d’accordissimo su ogni singola parola.Io la vedo così,è la mia scelta non c’è bisogno di prendermi in giro e deridermi alla prima occasione.Ignorare e cambiare il discorso,questo faccio io.

  12. IamGiuly : quando vai a mangiare fuori un’idea potrebbe essere questa : ti porti dietro un libro di ricette vegane,con ingredienti semplici che siano reperibili in qualunque ristorante decente, lo affidi al cameriere e gli chiedi due o tre portate a loro scelta.

    Se ne hai la possibilità,magari è meglio andare qualche giorno prima,così saranno meno impreparati! 😉

    Comunque,un consiglio per tutti : io non credo che evitare di rispondere alle domande sia una buona idea,anche se ammetto che alle volte ho difficoltà anch’io.
    Ho trovato un sito che potrebbe essere utile anche per voi,è abbastanza simpatico! XD

    http://sbarellababyanimals.com/2014/04/27/a-cena-con-lonnivoro-guida-su-come-resistere-a-una-serata-di-domande/

  13. Grazie a tutti dei consigli… quella del ricettario da consegnare due o tre giorni prima al ristorante è una bella idea, anche se forse qualcuno potrebbe storcere il naso, ma problemi loro, no?
    Io a volte rispondo, sempre in maniera più educata e tranquilla possibile, altre dico “lasciamo perdere” perché reputo non abbia senso sprecare il proprio fiato di fronte a persone che non sono affatto disposte ad ascoltarti (e so bene quali siano, conoscendo i miei parenti). Tuttavia la cosa mi crea disagio comunque, tutti ti trattano come quella che mangia il “cibo speciale”, addirittura mi è stato detto: “ah ma questa era la TUA insalata?” … di fronte a un’insalata semplicissima condita solo con olio e sale.

  14. @Andrea: bellissimo il link! Grazie 🙂

  15. carissima Giuly, bellissima e buonissima la tua crema. Ti capisco…in effetti il cibo è soprattutto socialità e questa è la ragione per la quale moltissime persone non cambierebbero mai la propria alimentazione…in quanto poi socialmente diventa tutto complicato, almeno all’inizio. Se alcuni trovano il proprio equilibrio non è solo perché sono in pace con se stessi e di conseguenza migliorano il proprio rapporto con gli altri. A volte si può essere pacifici, in pace e ben disposti e si incontrano comunque problemi. Avere a che fare con i parenti durante le feste è sempre l’occasione più difficile, alcune persone rimangono davvero risentite e offese, altre scandalizzate, altre non possono trattenersi dal fare prediche sulla fame nel mondo (proprio durante un periodo di spreco del tutto superfluo ed evitabile si pensa che il proprio il vegano sia una vergogna per l’umanità) e chi più ne ha più ne metta.
    Onestamente non esiste davvero una “formula” che faccia contenti TUTTI. Bisogna darsi atto del fatto che in queste occasioni c’è poco margine di vittoria e nella maggioranza delle occasioni se ne uscirà “bastonati” e un po’ ammaccati. Se almeno lo si accetta in anticipo, diventa più facile riderci sopra. Alla fine io giro sempre con il mio cibo assieme a me…è la cosa più facile, così nessuno si deve stressare perchè io mangio diversamente. Anche quando partecipo alle cene di lavoro ho sempre una borsa con banane, mele e frutta in modo da non dovere stare a stomaco vuoto nel caso il ristoratore proprio non voglia capire che io ho fame e non sono a dieta e di una porzioncina di insalata delle Barbie purtroppo non sono in grado di farne una cena. Spesso provo ad ordinare due o tre porzioni di insalata, ma non concludo molto. E in molti casi dove vivo io portano comunque, qualunque cosa uno dica, insalata già condita a modo loro. Che ci si può fare? Cambiare le cose richiede tempo e moltissima pazienza e perseveranza. A volte in alcuni ristoranti si abituano al problema e alla fine trovano un compromesso, in altri no. Pazienza. Visto che non riesco a lavorare se ho fame, mi porto dietro sempre cibo di emergenza (=frutta). Per il resto…se mi invitano mi offro di preparare il cibo per tutti, così non ci sono problemi, oppure mi porto il mio cibo. E’ laborioso, ma non ho scelto di diventare vegan pensando che fosse una passeggiata, viviamo in una società che considera oltraggioso avere opinioni divergenti dalla norma sull’alimentazione. Lentamanente le cose cambieranno, per forza di cose, ma per noi che viviamo adesso è necessario essere consapevoli del fatto che alcune persone ci capiranno e altre non lo faranno mai. Come dicono tutti, più si è amorevoli e comprensivi, maggiori sono le probabilità che l’ostilità diventi curiosità, ma è onesto ammettere che ci sono casi in cui l’ostilità rimane tale o peggiora…inoltre sentirsi “quelli che hanno bisogno del trattamento speciale” è molto imbarazzante…e alla fine per questo alcuni si portano dietro il proprio cibo, in modo da non creare alcun extra lavoro a nessuno.

    un grande abbraccio 🙂 Forza, siamo tutti nella stessa barca, ma se stiamo uniti è una bella avventura 🙂

  16. Cara IamGiuly, piacere di conoscerti intanto.
    Bellissima la tua crema che mi ricorda esattamente l’adorata crema della mia adorata zia che ora purtroppo non c’è più.
    Mentre leggevo il tuo post, ho in effetti pensato tutto il tempo a lei, a cosa avrebbe detto e fatto di fronte alla mia scelta.
    Credo che il consiglio di Lali sia un’ottima idea, le parole di Luca siano preziose, l’esperienza e il contributo di tutte le risposte una risorsa.
    La nostra scelta è anche un atto di accoglienza e tolleranza e le persone che ci vogliono bene – almeno nella mia esperienza – prima o poi lo percepiscono, la accettano o addirittura la festeggiano. Forse a volte può essere faticoso sopportare certi commenti un po’ scontati, ma questo accade su tanti argomenti, non solo su quello che abbiamo nel piatto.
    Credo che la strada della condivisione sia sempre una buona via da percorrere, soprattutto se praticata senza pretendere di avere l’ultima parola.
    Ti auguro un buon anno e spero che tu riesca a rendere pubblica la tua scelta: vedrai, sarà bello, perchè sarai onesta con te stessa e con gli altri. Per me, almeno, è successo così.
    Buone cose!

  17. Abbiamo tutti più o meno assaggiato l’amarezza dell’ironia e della critica (spesso aspra) sulle nostre scelte alimentari. Figuratevi io, che iniziai 30 anni fa (correva il 1986)ad essere vegetariana… ero sola in un mondo di orchi… Anche quest’anno io e mio marito abbiamo dovuto sopportare veg-apartheid, e proprio durante il veglione, quando noi abbiamo dovuto lavorare sodo e duro per ore. Praticamente abbiamo saltato la cena…Nonostante avessimo detto di essere vegani, ci hanno preparato una pasta al pomodoro apposta per noi, ma dentro ci avevano messo i gamberetti. L’abbiamo lasciata tutta e poi siamo stati criticati. Siamo stati in piedi a lavorare con solo 4 foglie di insalata nello stomaco… Che pena !!!!

  18. Questa crema sembra davvero ottima! 🙂
    Sarebbe possibile sostituire il burro di cocco con un altra componente grassa? Non sono certa di riuscire a trovare questo ingrediente… :'(
    Sulle battutacce e le acidità varie sorvoliamo… non si contano più le cene con i colleghi, infarcite di derisione ai miei danni, durante le quali l’unico cibo per me commestibile presente nel piatto era il peperone (rigorosamente crudo, sicuramente allo scopo di eliminarmi fisicamente in quanto vegetariana “rompiscatole”). Inoltre, ricordiamo che, per la maggior parte delle persone, il tonno non era un animale vivo e vegeto, motivo per cui può tranquillamente finire nel nostro piatto! Evidentemente per alcuni crescono già in lattina sugli alberi. Infine, dove lasciamo la fatidica domanda: “Ma caaaaara! Ma almeno il prosciutto lo mangi?!”. No comment!

  19. Errata corrige: *un’altra componente grassa*… l’apostrofo rimase nella tastiera. Che vergogna! 🙁

  20. Proprio per questo motivo ho suggerito il ricettario,così almeno vedono che una ricetta vegana non è nulla di extraterrestre! XD

    IamGiuly : sì forse potrebbero storcere il naso,ma in fondo tu sei una cliente pagante come tutti gli altri e poi se si trovano in crisi quando qualcuno dice di non mangiare carne e quant’altro,dovrebbero apprezzare che la stessa persona cerchi di venir loro incontro con dei suggerimenti pratici.

  21. giusto una manciata di sere fa in un ristorante mi han servito come “entrata” dopo aver comunque preventivamente detto che sono vegano, lenticchie e zampone , ma ho semplicemente sorriso e restituito ripetendo “sono vegano non consumo nessun tipo di derivato animale” alchè hanno capito e sorriso e mi han trattato più che bene….potere della positività e di un sorriso

    bless and love!

  22. Io non avrei mai il coraggio di portare le ricette al cuoco. 🙂 Mi è capitato di dover per forza andare al ristorante di pesce ma parlando prima con il responsabile ho avuto la risposta rassicurante. Serviamo anche cibi vegetariani,vegani e abbiamo anche menù per celiaci. Siamo abituati a queste cose.Ci sono le persone con allergie varie.In effetti ho avuto il cibo buono e impiattato con cura e dedizione. Si vedeva chiaramente che non era nulla di improvisato. Sono rimasta sorpresa e contenta. Non ho avuto il dolce ma non sono uscita con la fame anzi!

  23. Ragazzi, siete preziosi! La positività e il sorriso è una cosa che cerco sempre di portare con me e infatti quando ci riesco dà i suoi frutti…quest’ultimo periodo forse ho accumulato un po’ di “bastonate” come dice cri e questo mi ha un po’ demoralizzata ma parlare con voi, anche se virtualmente, mi ha fatto riaprire gli occhi. Non serve a nulla prendersela.
    Già da un po’ infatti alle cene con amici, se sono invitata, porto qualche mia portata più il dolce, il giorno della vigilia a casa di mia mamma ho portato il mio vegragù e il tiramisù che sono entrambi stati molto apprezzati…penso che la prossima volta porterò a mia nonna la mozzarella violife vegan (che è deliziosa!).
    Proprio oggi ho avuto una piccola discussione con il mio ragazzo che è “preoccupato” per l’alimentazione dei nostri futuri figli (che poi di tempo ancora ce n’è!), lui è d’accordo con me su molte cose, ha ridotto sensibilmente il consumo di carne (a casa dei suoi la mangiano tutti i giorni pranzo e cena), però crede che non potrà mai abbracciare questa scelta perché odia quasi tutte le verdure e a mio avviso reputa l’essere vegani “troppo complicato”, soprattutto per un bambino. Io gli ho detto che rimanderemo la discussione a quando avremo un figlio ma sicuramente anche il bambino dovrà fare la sua scelta, che sarà libera, senza imposizioni (almeno su questo siamo d’accordo).

    Theocritea puoi sostituirlo con una qualsiasi componente grassa, considera che il sapore cambia molto! Il burro di cocco io l’ho trovato in un negozio biologico, la commessa mi ha detto che si può chiamare sia olio che burro perché sono la stessa cosa (qualcuno conferma?)

  24. facciamo chiarezza tra olio e burro, per quel che io so, potete smentirmi tranquillamente

    BURRO DI COCCO: Ha un sapore dolce perché contiene anche la polpa e il latte di cocco, squisito mangiato a cucchiaini direttamente dal barattolo o per creare dolci veloci. In inglese spesso trovate scritto coconut butter ma intendono coconut oil, la confusione sia crea perché l’olio di cocco quando la temperatura scende sotto i 24° diventa solido come il burro ma il sapore non è lo stesso del vero “burro di cocco”.

    OLIO DI COCCO: Ha il sapore del cocco ma non è dolce come il burro, si può usare in cucina sia per condire ma soprattutto si utilizza spesso mescolato al burro di cacao per creare i cioccolatini o salse al cioccolato.

  25. Mi correggo perché non mi sono spiegata bene: il mio ragazzo non è che odi proprio tutte le verdure, in realtà non gli piace la consistenza (lui ammette che è una fissazione) ma il sapore sì. Ad esempio se gli faccio il minestrone e lo frullo, come piace anche a me tra l’altro, lui ne va matto…ma se glielo presenti a pezzettoni non riesce a mangiarlo. I miei burger veg gli piacciono proprio perché è tutto tritato e non sente la consistenza della verdura.

  26. Luca non avevo letto il tuo commento: allora quello che dico io è il burro di cocco, credo, perché la ragazza mi ha detto che a basse temperature si solidifica.

  27. IamGiuly, grazie, proverò a cercare il burro di cocco e, se non lo troverò, farò qualche esperimento alternativo e ti farò sapere com’è andata. 🙂
    Per il fidanzato, ti capisco: ho lo stesso identico problema per la questione degli eventuali pargoli. 🙁
    Per la faccenda dei ristoranti, per me è un po’ un incubo… e per la faccenda delle discussioni con amici e conoscenti sulle scelte etiche ed alimentari, sinceramente non riesco a mantenere la calma davanti a battute o attacchi e alla fine preferisco sviare il discorso piuttosto che dire qualche sproposito dettato dall’ira. 🙁

  28. Theocritea ti capisco a volte anche io preferisco evitare il discorso perché, essendo molto impulsiva, devo sempre respirare a fondo prima di parlare…per carità spesso mi riesce, ed esprimere bene le proprie idee e con la calma è sempre meglio ma non sempre riesco a mantenerla (non è che mi metto a sbraitare sia chiaro 😛 ).
    Comunque prova pure altro se non trovi quello di cocco e fammi sapere come ti è venuta!

  29. IamGiuly e Theocritea : siamo in tre allora! (vedi il mio primo commento).

    Anche perché,se vogliamo dirla tutta,parlare di queste cose proprio mentre si mangia…insomma,penso sia il momento meno adatto in assoluto! XD

    Infatti l’ultima volta la prima cosa che ho detto è stata : “Se ti interessa quest’argomento puoi farmi tutti le domande che vuoi,ma possibilmente quando avremo finito” e la risposta è stata “Ok” , anche se poi non è servito a nulla… -_- vabbè,vediamo il lato positivo : è una scelta che evidentemente incuriosisce e,nel bene o nel male,non lascia indifferenti.

    Per quanto riguarda il discorso dei figli,è un tema molto delicato,non solo per questo motivo ma anche quando hanno una relazione due persone di un diverso credo religioso.

    Io so di certe famiglie in cui si è deciso di fare così : a casa si mangia veg ,spiegando ovviamente le ragioni in un modo comprensibile per un bambino ,mentre fuori si mangia come si vuole . Poi saranno loro a scegliere che strada seguire.

    Che ne pensi?

  30. Il punto è che a casa mia non si mangia totalmente veg, io cucino veg questo è certo ma quando il mio ragazzo vuol mangiare carne la mangia (e se la cucina da solo). Quindi bisognerà trovare un compromesso, non so ancora quale, sicuramente il tuo consiglio mi piace…fuori sarà libero di mangiare ciò che vuole ma quando in casa vedrà il padre mangiare carne potrebbe volerne anche lui/lei…e anche in quei casi lo lascerò scegliere..

  31. urca mi dispiace leggere le vostre brutte esperienze… e sinceramente rimango abbastanza basita, a me non è quasi mai successo nulla di tutto questo… E si che sono cresciuta in una valle dove praticamente sono tutt* contadin* e alla base dell’alimentazione c’è il formaggio locale e la carne che loro stess* allevano… Certo qualche battuta me l’hanno sempre fatta quando vivevo li, ma mai si sono mostrat* ostili o maleducat*.. Mi è capitato un paio di volte al ristorante (è da anni che non ci vado, parlo soprattutto delle occasioni in cui si usciva a mangiare con la famiglia, molto raramente) che mi venisse servito unicamente un piatto di verdure al vapore scondite (… ma un pizzico di pepe e qualche erba fresca, no?) ma vabbe.. per le rare volte che ci sono andata si puo anche sopportare. Poi comunque si puo sempre scegliere di mangiare in un ristorante vegetariano/vegano, perchè dover andare per forza in un locale dove già si sa che le pietanze edibili per noi sono per lo piu assenti??

    Quando vivevo in valle a dire il vero ero io che facevo polemica a ogni occasione (ribellione adolescenziale?), pero nei momenti piu “razionali” mi impegnavo a coinvolgere famiglia e amici/amiche offrendomi di preparare qualcosa per tutt*.. o almeno parte del pranzo/cena, e devo dire che ha sempre funzionato anche con chi non si è mai interessat* di alimentazione veg… non ci vuole molto secondo me, per finire preparare qualcosa di buono da condividere con chi ci sta accanto è sempre un piacere e non vedo perché debba essere visto con sospetto da altr*! Non voglio insinuare nulla, ma mi sembra quasi che ci si fasci la testa prima di romperla… non vi sembra di preoccuparvi troppo di cosa le persone possono pensare? Non siamo mica alien* o malat*, abbiamo solo scelto un tipo di alimentazione certo diverso da quello della maggioranza, ma mica cosi strambo o incomprensibile! Penso che presentare gli alimenti che prediligiamo con naturalezza e spontaneità sia la scelta migliore… Almeno secondo la mia esperienza.
    Poi io ho adesso ho la fortuna di vivere in un luogo a maggioranza vegan o freegan, per cui il problema non si pone… anche il mio pupo è freegan, e la piccola in arrivo uguale, cosi come il mio compagno.

    Il mio consiglio è semplicemente siate spontane* e ponetevi con naturalezza, senza preoccuparvi in anticipo delle possibili reazioni di chi vi sta accanto.. basta paranoie, godetevi il cibo che è vita e forza, non sofferenza o preoccupazioni e tensioni!

    Un abbraccio fortissimo! Ciao!

  32. Scusate se rispolvero questa discussione dopo quasi 3 mesi ma…

    “Poi comunque si puo sempre scegliere di mangiare in un ristorante vegetariano/vegano, perchè dover andare per forza in un locale dove già si sa che le pietanze edibili per noi sono per lo piu assenti??”

    Il motivo ,El-ahrairah , è che se si è in 15-20 mi pare poco realistico che si vada a mangiare in un posto veg* o anche solo veg*-friendly solo per accontentare un’unica persona,ma è più facile che si vada tutti in ristoranti tradizionali e lasciare che quell’unica persona si arrangi.

  33. Sì purtroppo il motivo principale è quello! A questa Pasqua ad esempio ho declinato l’invito, perché dopo aver parlato con il personale del ristorante ho capito che non sarebbero riusciti a farmi nulla di diverso da due verdurine e non avevo voglia né di star lì ad elemosinare un pasto, dovendo spiegar loro cosa cucinarmi, né di portarmi le cose pronte…non ne valeva la pena per quest’anno non ne avevo le “forze”! Ma a Pasquetta, cioè ieri, mia madre si è piacevolmente impegnata nel cucinare qualcosa per me e io ho portato solo il dolce…sì qualche volta si può scegliere di andare in posti che fanno anche Vegan o completamente Vegan ma se si è tutti d’accordo …. Inoltre quando si parla di nonni e zii anziani mi sembra chieder loro troppo! Sono ormai abituati da 70/80 anni a mangiare in quel modo, non vorrei mai “imporre” il mio…
    Tranquillo Andrea scambiare opinioni è sempre costruttivo, se fatto intelligentemente e pacificamente, hai fatto bene a riaprire la conversazione ?

  34. Ahahah,hai fatto bene a rifiutarti,a un certo punto devono capire che se non si adattano anche loro a un certo tipo di clientela…la perdono! XD

    Per quanto riguarda i parenti anziani, io invece trovo che proprio perché abituati a mangiare sempre le stesse cose da decenni,provare qualcosa di nuovo di tanto in tanto (in fondo è di questo che si parla) non li ucciderebbe mica! 😉

  35. Ciao questa crema è molto bella volevo chiederti come mai anche agar agar oltre alla fecola? È per renderla più densa a me non piace troppo soda com’è il risultato finale? Grazie mille!

  36. @Maria Rosa l’agar agar l’ho utilizzato per addensare ulteriormente, ma penso tu possa anche ometterlo! Alla fine la crema risultava appunto cremosa 😀 (più o meno come quella crudele), l’ho messa in una crostata ed è venuta perfetta!

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