Acqua solare, vino solare

Anche questo metodo naturale è dell’omeopatia generale.

Ingredienti:
acqua (possibilmente di fonte naturale, altrimenti quella del rubinetto, ma non quella in bottiglia)
luce del sole
vino non adulterato (da uva biologica, senza alcuna aggiunta di coloranti, conservanti, solfiti ecc.)

Utensili:
1 bicchiere di vetro viola, oppure un vasetto di porcellana che sia stato smaltato con tale colore
1 lente ustoria di diametro 1 piede e mezzo (47,40 cm) , con una distanza focale al massimo di 3 piedi (94,80 cm)

Procedimento:
Nell’omeopatia generale la dieta deve iniziare ameno 3 fino a 7 giorni prima di quanto non sia il caso nell’usuale omeopatia. Nel periodo di dieta che precede, noi possiamo bere più volte al giorno l’acqua che sia stata esposta ai raggi solari. Come recipiente per bere sarebbe preferibile a qualsiasi altro, un bicchiere di vetro violetto o almeno un vasetto di porcellana che sia stato smaltato con tale colore. Per rendere assai efficace l’acqua, noi possiamo prendere come aiuto anche una buona lente ustoria, avente il diametro di 1 piede e 1/2, con una distanza focale al massimo di 3 piedi e con la stessa dirigere il raggio del sole potenziato sull’acqua in modo che esso, nel punto focale, a seconda dell’altezza del recipiente, cada 1 o 2 o fino a 3 pollici (1 pollice =2,63 cm) sotto lo specchio dell’acqua, quindi più verso la metà della massa acquosa. Importantissimo è tenere il punto focale non più di mezzo minuto nell’acqua, perchè con ciò quei certi spiriti vitali rinfrescanti dell’acqua verrebbero troppo presi dagli spiriti della luce dal sole, e una tale acqua poi, su esseri umani di natura debole, produrrebbe un effetto troppo forte, che per la successiva cura principale (che non mancherò di inserire nel blog) sarebbe più di ostacolo che di aiuto. Anche un vino del tutto genuino, non adulterato, se non è conservato in contenitori di quercia, bensì o in otri come presso gli antichi, o in bottiglie di vetro oppure anche nei fusti di legno dolce e trattato nello stesso modo come l’acqua, per le persone con i nervi deboli, sarà da preferire all’acqua.

N.B.:
I suggerimenti contenuti su Veganblog.it sono da considerarsi puramente come divulgativi ed educativi e non costituiscono un invito all’autodiagnosi o di automedicazione. In nessun caso i contenuti pubblicati su Veganblog.it possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. Gli autori ed il direttore non si assumono responsabilità per danni a terzi derivanti da uso improprio o illegale delle informazioni riportate o da errori relativi al loro contenuto.

  1. Il fatto che il bicchiere debba essere violetto, ha a che fare con il 7° chakra?
    Sul piano simbolico esso è collegato agli stati superiori di coscienza, all’unità con il divino e allo sviluppo di consapevolezza.

    Continuo a capirci poco di questa terapia, ma aspetto fiduciosa il resto della storia…

  2. Possibile che abbia anche questo significato, quello che so io però è un altro. Ora te lo spiego. Sicuramente saprai che la luce viola ha una caratteristica che le altreluci colori non hanno, e con questa, per esempio, possono vivere dentro case, anche animali esotici, a patto che ci sia una fonte di luce violetto a dargli quello altrimenti avrebbe ricevuto dal sole. Ebbene, la caratteristica del viola ha molte altre potenzialità, se abbinata infatti ad un vetro, gli alimenti che racchiuderai in questo barattolo rimmarranno molto più a lungo freschi che non in qualsiasi altro barattolo. prima o poi il vetro marrone scamparirà per i farmaci in bottiglia e al posto di questo ci sarà il viola, ma a quanto pare ce ne vuole ancora un po’ prima di cambiare.
    Per il resto, la prossima delle ricette sarà una principale e di base di tutto questo discorso sullìomeopatia generale. credo che ti possa interessare.

  3. “in otri come presso gli antichi” spero proprio di no! L’otre è fatto di pelle di capra o capretto conciata e rivoltata con il pelo all’interno 🙁 Per il resto è molto interessante il trattamento dell’acqua e del vino con il sole e con il colore viola.

  4. La solarizzazione dell’acqua è una cosa che faccio spesso, ma esponendo la bottiglia di vetro ai raggi del sole; d’altronde il dott. Bach, usava per i suoi rimedi acqua di fonte in cui immergeva i fiori freschi il tutto contenuto in ampolle di vetro ed esposto al sole.
    Lessi dei benefici della solarizzazione tanti anni fa e da allora quando il sole c’è ne approfitto, non ho bottiglie colorate però … dovrei procurarmele perché dicono che a seconda della radiazione filtrata il sapore dell’acqua cambi … e questo mi incuriosisce non poco 🙂

  5. non sapevo che cosa sono gli otri.
    l’acqua nella bottiglia colorata cambia sapore?,in questo caso si tratta di potenziazione, di una sostanza e non di sapore.

  6. Ho letto ciò che hai scritto riguardo questo metodo curativo; ho rimuginato un pò riguardo lo stato indotto dall’acqua e dai globuli di zucchero, penso a ciò che dici riguardo il colore viola.
    Appare tutto molto dogmatico, per lo meno a mio giudizio.

    Alcune delle conclusioni tratte mi suonano impertinenti, come derivare il potere del sole dalla sua capacità di cambiare colore ai tessuti dipendentemente da ciò con cui li laviamo: esiste una spiegazione scientifica a ciò, e non solo il sole è capace, attraverso onde elettromagnetiche di una determinata potenza, di modificare le molecole di sostanze intrappolate in un tessuto.
    Seguendo la stessa logica possiamo dedurre che la totale privazione di qualsiasi genere di luce porti allo stesso fenomeno di ingiallimento di tessuti e carta, e che quindi la totale oscurità detenga le stesse potenzialità del sole.

    E giusto come appunto: agli animali esotici [immagino ti riferissi ai rettili e ad alcune specie di anfibi] serve luce ultravioletta, un’onda elettromagnetica necessaria al loro metabolismo; questa non ha nulla a che vedere con il viola che vediamo noi, altrimenti basterebbe mettere dell’acetato viola intorno una qualsiasi r.e. e anche loro starebbero apposto.

    Appunto all’appunto: la luce, tra l’altro, non è _solo_ un’onda elettromagnetica ma ha anche una componente particellare.

    Commento al post:
    Credo che in fondo si stia perdendo il punto centrale della discussione; metterei innanzitutto in chiaro che nessuno di noi ha un’anima, ma che l’anima non è altro che il principio, condiviso da tutti gli esseri viventi, che rende appunto possibile la vita, la quale a sua volta è un processo continuo, indefinibile attraverso i nostri artificiosi moduli temporali.
    L’attaccamento, inoltre, a _questa_ realtà come fosse l’unica, alle esperienze quotidiane e al modo di sentire e vivere sviluppatosi, non fa altro che renderci passo per passo più schiavi di questa realtà, beffandoci di ogni tentata rivoluzione [di coscienza, spirituale, culturale, così come volete voi definirla].
    La scienza accademica non è che un modo per interpretare ciò che ci viene davanti agli occhi, restando ancorati a questa realtà; allo stesso modo la deriva new age occidentale, probabilmente per mancanza di strumenti adatti, ha prodotto sistemi dottrinali che, pur basati su diversi presupposti, giungono tutti allo stesso punto, ossia l’attaccamento a questa realtà come fosse l’unica e il porre le potenze all’infuori di noi.
    Non è così, sono fermamente convinto non sia così, e che tutta la potenza sia dentro di noi. Siamo infatti noi a porre le potenze all’infuori di noi così come possiamo porre potenza [intr.vo], dentro di noi.

    E non è effetto placebo; è ulteriore dimostrazione della vera potenza.

  7. devo ammettere che la discussuone potrebbe andare a finire per le lunghe, visto che ogniuono è capace di farsi un concetto proprio di un avvenimento ancora inspiegabile. Investigare sull’ìanima è una cosa saggia, cercare risposte a chi le ha già ottenute, è ancora più saggio! Io non sono ne un alchimista ne uno scienziato, questa pratica che hai letto mi è stata data da una fonte certa. Ricercare la fonte chiarisce ogni cosa.

  8. caro der Himmel, il “concetto proprio” è appunto (se approfondito e purificato con attenta disciplina, e fatto strumento di collegamento con la coscienza universale più profonda) l’esperienza vitale e guaritrice che tu cerchi negli elementi dell’acqua e della luce che ormai abbiamo solo come percezione mediata dalla nostra razionalità, quindi illusoria (se non riesci ad ammettere questo, siamo su due strade completamente diverse).
    In sostanza: prendi dogmaticamente per buone le esperienze di chi ti dice che ha fatto così ed ha avuto questo effetto, Mi sembra tutt’altro che saggezza.
    La ricerca dell’essenza, Io, o come la vuoi chiamare è in pratica l’opposto totale.

  9. @ Mel: quello che scrivi è decisamente logico, eppure devo ammettere che nel mio caso non è corretto. Non prendo per buone le esperienze altrui. é difficile capire questa cosa se non si fa una ricerca a riguardo, prova a farla e capirai, altrimenti non potrai spiegarti perchè parlo con queste parole. Non si tratta di esperienza altrui, ma di vera sapienza.

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