Dolce Natale Integrale Nattùra

Il mio viaggio tra le recensioni incontra anche il Natale e anche se da qualche anno i prodotti vegani sono sempre più diffusi, il periodo natalizio abbonda di tantissimi dolci che purtroppo usano ancora ingredienti di origine animale. Insomma chi l’ha detto che durante le feste non dobbiamo mangiare un dolce che faccia bene a tutti a noi e a chi ci circonda? Quest’anno per Natale ho acquistato il dolce Natale con Uvetta e farina integrale di grani antichi  del marchio Nattura. Azienda Milanese che ha uno slogan che rende l’idea dello spirito di innovazione e di ricerca del buono :”Siamo tipi senza compromessi”
Nattura ha ideato una linea di prodotti per poter realizzare Un percorso benessere per tutta la giornata: partendo dalla colazione passando per una pausa di gusto e leggerezza, con un occhio alle alternative del pane, fino ad arrivare ad un pasto creativo e salutare.
Per me questo è come un ritorno al passato, perchè un dolce della Nattura al farro con cioccolato è stato il mio primo dolce di un Natale di circa 4 anni fà. A distanza di anni ho avuto il modo e piacere di vedere che l’azienda ha aumentato i suoi prodotti offrendo al consumatore una vasta scelta di prodotti tra cui anche uno dei simboli del Natale, immancabile sulle tavole degli italiani e quindi per queste festività, ad ognuno il suo secondo il proprio gusto e tradizione: con uvetta e canditi, oppure farcito con cioccolato, utilizzando farine integrali di Tipo 1 di grani antichi.
La confezione da 500 g si presenta come un parallelepipedo di cui i lati sono (19×15) in cartone che protegge molto bene il suo contenuto, la parte sottostante viene tenuta stabile dal peso del dolce, ma rovesciando la confezione tende ad aprirsi. Manca a mio avviso il classico cappio per poterlo trasportare, ma nel compenso l’intero involucro resta comodo e pratico nel suo assieme.

L’immagine principale ( riportata sui due lati ) è quella che ha una fetta del Dolce appoggiata su un ripiano assieme agli ingredienti principali la farina Tipo1 e l’uvetta; lo sfondo è quello di un campo di grano al sorgere del sole, con il suolo colore oro su cui è in risalto in un colore blu scuro, il marchio dell’azienda, che ha due foglioline che sostituiscono le vocali accentate. Nei due vertici superiori troviamo a destra ( di chi guarda ) il Made in Italy e a destra il logo VEGANOK.

I colori scelti per la confezione sono molto particolari e bene abbinati cromaticamente. Il rosso pompeano per indicare tutte le caratteristiche del grano (antico e le fibre) il blu scuro per il marchio, tipo di agricoltura e provenienza italiana; il verde per indicare il filone vegan, zero latte, senza uova e la scelta di non usare olio di palma, ma soprattutto il logo della certificazione VEGANOK ( n° Azienda 0264)

Sulla parte superiore che funge anche da chiusura della scatola ha uno fondo che sembra una cassa di legno su cui è stampato il logo dell’azienda con una frase che sottolinea la loro missione: “Per il tuo benessere quotidiano” e di quale tipo di prodotto stiamo per gustare un Dolce di Natale integrale fatto con farine di tipo 1 di grani antichi con aggiunta di uvetta.Che eravamo davanti ad un prodotto mirato alla salute lo avevo intuito già da un po, ma uno schema riassuntivo spiega al meglio tutte le proprietà organolettiche di questo dolce. Si parte da una lievitazione naturale (fermentazione spontanea di sola acqua e farina), l’assenza di olio di palma, latte e uova, con l’aggiunta di uvetta 100% bio e di farine poco raffinate con elevato contenuto di vitamine, fibre, e sali minerali; un mix, quindi, tra ingredienti e di scelte che rendono unico nel suo genere questo Dolce.
Più in basso troviamo gli altri prodotti indicati per le feste natalizie con ingredienti vegetali e sempre certificati VEGANOK. 
Le farine usate come dicevamo sono ricavate da due grani antichi siciliani TAMILIA e la MAIORCA
Riprendere queste varietà cerealicole si aumenta la biodiversità i nutrimenti del sottosuolo. Conosciamo meglio questi due grani Il timilia, o grano marzuolo è una specie di grano estivo, che matura in tre mesi. Lo seminano dal primo gennaio al giugno, e matura sempre entro un tempo determinato. Non ha bisogno di molta acqua, ma piuttosto di gran caldo; da principio mostra una fogliolina assai delicata, poi cresce come il frumento e infine acquista molta forza.
Il grano maiorca o mjorca è un tipo di grano tenero antico a chicco bianco a maturazione veloce, da secoli coltivato in Sicilia soprattutto in terreni aridi e marginali, da sempre è stato considerato come il sinonimo del grano tenero siciliano e la sua farina è utilizzata per i dolci è ingrediente nella pasta reale. Secondo alcuni ricercatori la scorza del cannolo siciliano è nata con questa farina

La Timila e la Maiorca rendono questo dolce speciale per il gusto e la sua fragranza. Gli altri ingredienti sono Olio, zucchero di canna integrale, sale, sciroppo d’agave, malto d’orzo e ovviamente lievito…quindi pochissimi ingredienti per un prodotto da forno dolciario davvero sano e buono. Sulla parte bassa della confezione troviamo il logo a foglia stellata che indica la certificazione Bio che ha ottenuto il prodotto e troviamo anche come smaltire la confezione la parte in cartone e l’involucro di plastica.


Sulla destra troviamo i valori nutrizionali che parlano da soli poco sale e pochissimi grassi saturi

Aperta la confezione di cartone il dolce di Natale è contenuto in una busta trasparente tenuto chiuso da una stringi sacchetto di metallo comodo e molto facile da aprire e chiudere.

all’apertura del sacchetto si sente subito un profumo di dolci si nota subito la calotta compatta ben cotta uniformemente e da cui emerge l’uvetta anche dal taglio a croce sulla parte alta, ma sapete per si fa il taglio in questo modo?
Secondo la tradizione popolare, fare una croce sulla pasta, servirebbe a benedire il pane, le forze maligne che potrebbero impedire la corretta lievitazione. Ma come spesso accade, le superstizioni hanno un fondo di verità e nascondono motivazioni scientifiche. Gli intagli sull’impasto, che siano essi a forma di croce o tagli obliqui/orizzontali, servono per evitare che la pasta si gonfi eccessivamente (non viene fatto, perciò, sulle brioches o sulla pasta sfoglia). Sono utili, inoltre per stimolare la lievitazione anche negli strati più profondi. Infine, questa pratica permette di controllare a che punto è il processo: quando il taglio (o la croce) si è quasi completamente assorbito, allora significa che il pane è pronto per essere infornato. Si tratta, insomma, di una tradizione popolare che unisce la religione ad una funzione scientifica che migliora la lievitazione e la rende più semplice.


E’ davvero soffice, provato subito ad testare la tenuta con il dito, non troppo lievitato, ricco di uvetta, che gli donano una dolcezza squisita. Insomma, ci si infila volentieri il naso in mezzo…è anche da inzuppo assorbe bene qualsiasi liquido lo si immerga, limoncello, vin santo, mosto d’uva e bevanda vegetale a colazione.

Devo dire che mi sono trovato molto bene. Si tratta di un “DOLCEttone” con ottimi ingredienti da agricoltura biologica. Risulta assolutamente digeribile. Lo trovo un prodotto di gran qualità che voglio consigliarvi.

Link All’azienda:
https://www.veganok.com/it/company/nattura/
Link ai prodotti:
https://www.veganok.com/it/products/nattura/

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  1. Ottimo test!…
    Tra l’altro sottoscrivo la qualità del prodotto visto che l’ho assaggiato anch’io.
    Unico appunto a Francesco… In fondo al test dici “bevanda da colazione”… Beh, se intendi il latte vegetale, chiamiamolo appunto con il suo vero nome e cioè proprio “latte vegetale”.
    Per lo stesso principio per cui dobbiamo chiamare con il legittimo nome “Panettone Vegan” questo prodotto anche se la legge vieta ai produttori di scriverlo sull’etichetta, ma noi non abbiamo nessun obbligo di non parlare in italiano corretto. Non siamo produttori e possiamo chiamare le cose esattamente con il loro nome alla faccia dei burocrati europei e della loro follia!
    Evviva i panettoni vegan, le colombe vegan, i pandori vegan e il latte vegan!!!
    🙂

  2. beh non voglio andare off topic ma per “latte” tecnicamente si intende il liquido secreto dalle ghiandole mammarie dei mammiferi, pertanto io quelli vegetali li ho sempre chiamati “bevande”….non so se sia corretto o meno però mi fa meno effetto…detto ciò, ottima recensione F

    bless and love!

  3. Non direi Luca. Ad esempio il latte di mandorla si chiama così per legge e anche il latte di soia o di qualsiasi altra materia prima Vegetale, viene sempre e comunemente definito “latte”…
    I divieti imposti per legge hanno esclusivamente motivi commerciali nei quali non non abbiamo alcun obbligo di riconoscerci 😀

  4. Non lo sapevo S, grazie dell insegnamento!

    Bless and love!

  5. Francesco la tua recensione invoglia tantissimo!! 🙂 🙂

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