L’acqua

In questo articolo andremo a conoscere quello che da molti viene considerato un “non alimento”, ma che per noi essere umani e per il nostro pianeta è “più che un alimento” , l’acqua.
Una premessa necessaria che bisogna sottolineare  che per questo elemento, ogni suo aspetto e valore meriterebbe un capitolo di analisi a parte; si creerebbe una sorta di enciclopedia, qui si cercherà invece di dare una analisi completa in un ottica generale, accurata e sintetica. L’acqua è un composto chimico H2O, due atomi di idrogeno sono legati all’atomo di ossigeno con legame covalente polare. In condizioni di temperatura e pressione normali si presenta come  liquido incolore e insapore, mentre a temperature pari o inferiori allo zero, il suo stato muta in solido, ghiaccio.
L’acqua è il principio fondamentale di ogni ecosistema, è alla base di tutte le forme di vita conosciute, la Terra è coperta per il 71% da acqua, un uomo maschio adulto dal peso di 70kg è formato al 60% di acqua, ovvero circa 40kg (le donne leggermente meno).
L’acqua presente nel nostro organismo viene suddivisa in due compartimenti, intracellulare (i 2/3 del totale) e extracellulare (plasma, la linfa, il liquido interstiziale e cefalorachidiano) per il nostro  organismo è fondamentale mantenere l’omeostasi dei due compartimenti. Il fabbisogno idrico totale giornaliero varia per ogni soggetto a seconda dell’età, del sesso, del quoziente energetico consumato, del contenuto minerale della dieta, dell’ambientale, dell’intensità e del tipo di attività fisica, della temperatura corporea e dall’alimentazione, come si può vedere sono molteplici le influenze che interagiscono, questo ci dimostra l’importanza di questo alimento.
Così come sono molteplici le informazioni sul giusto quantitativo di acqua da consumare giornalmente, dai 2 ai 5 litri, ma anche in questo dato i fattori che ne influenzano sono moltissimi, si può generalmente valutare un buon livello di idratazione in base al colore delle urine (più è chiaro più l’organismo è idratato).
Una giusta e corretta idratazione è quindi fondamentale alla vita, favorisce l’eliminazione delle sostanze di rifiuto dall’organismo in quanto aumenta l’espulsione di esse tramite urina e sudore.
Favorisce lo sviluppo muscolare in soggetti che pratichino attività fisica, il cortisolo è un ormone che ha un effetto catabolico sul tessuto muscolare, cioè tende a “disgregarlo” per produrre energia, l’acqua contrasta tale attività catabolica, ha un effetto “estetico” in quanto l’acqua conferisce forma e rigidità ai tessuti muscolari e non solo, mantiene adeguatamente umide le superfici di naso, occhi, orecchie, consente una adeguata lubrificazione delle articolazioni tramite la produzione di liquido sinoviale, e ci fornisce un infinità di microelementi e sostanze nutrizionali molto importanti.
“Sono considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari e proprietà favorevoli alla salute”. Con questa dicitura il decreto legislativo numero 105 del 25 gennaio 1992 stabilisce il significato di “acqua minerale naturale”.
L’Italia è divenuta tra i maggiori consumatori di acqua minerale al mondo, primato condiviso anche in termini di produzione, ogni anno vengono “prodotti” oltre 12 miliardi di litri di acqua.
Bisogna sottolineare che l’acqua potabile non ha molto da invidiare all’acqua minerale, in termini di sicurezza secondo i moderni sistemi di distribuzione e controllo, in entrambi i casi le acque devono risultare batteriologicamente pure (in alcune circostanze sembra che l’acqua di rubinetto sia addirittura migliore dell’acqua in bottiglia visti i controlli più rigorosi e frequenti previsti dalla legislatura italiana), spesso però cloro e metalli pesanti conferiscono all’acqua potabile un sapore sgradevole o comunque peggiore rispetto alle acque minerali.
Una caratteristica univoca, ma differente di ogni acqua sono le sostanze minerali presenti in essa, il vero valore dell’acqua, mediamente sono 48 i parametri presi in esami per ogni acqua commerciabile o meno,   un valore di prima lettura è il residuo fisso o “residuo fisso a 180°C”  che ci dà una stima del contenuto in sali minerali, più questo valore è alto e più sali sono disciolti in un litro di acqua (si ottiene portando l’acqua ad una temperatura di 180°C,  ciò che rimane dopo la completa evaporazione e cioè la parte solida dell’acqua, rappresenta il residuo fisso).
Come sopracitato, il secondo valore di lettura sono i sali minerali ovvero i  micronutrienti essenziali per il nostro organismo , che interagiscono nella regolazione di numerosi processi corporei.
I principali minerali presenti nel nostro corpo sono sodio, potassio, magnesio e calcio.
Alcune tipologie di  acque sono particolarmente ricche di minerali, ecco  una breve classificazione di esse:
acqua contenenti bicarbonato, indicata per l’acidità di stomaco e nelle patologie renali. Il bicarbonato la rende particolarmente utile per chi pratica sport.
acque solfate è lievemente lassativa, quindi indicata in caso di colite e sindrome del colon irritabile.
acque clorurate ovvero equilibratrici dell’intestino, delle vie biliari e del fegato, con azioni lassative
acque calciche indicate nella crescita, in gravidanza, in menopausa e nella prevenzione dell’osteoporosi e dell’ipertensione.
acque magnesiache un’azione purgativa, ma trova indicazioni anche nella prevenzione dell’arteriosclerosi.
acque fluorite utili per rinforzare la struttura dei denti e per la prevenzione della carie dentale e nella crescita.
acque ferruginose anemie da carenza di ferro.
Nelle acque gassate, la presenza di anidride carbonica aumenta l’acidità. Da sottolineare, però, che le nostre diete sono già sufficientemente ricche di sostanze acide e non è normalmente necessaria alcuna integrazione.
Acque iposodiche o sodiche si differiscono per la presenza dell’elemento sodio, utile una sua maggiore presenza per sportivi o nei periodi estivi per reintegrare la dose persa con la sudorazione, utile una sua minore presenza in casi di ipertensione o problemi di diuresi. Le virtù terapeutiche delle acque minerali sono  blande e valide solo per particolari categorie, non di deve pensare di guarire o prevenire patologie importanti bevendo ogni giorno uno o due litri di acqua, ma l’abbinamento di essa a uno stile di vita sano e a una corretta alimentazione creano il giusto supporto per una vita sana.
Altri fattori da tenere in considerazione sono il ph, la conducibilità elettrica, la durezza e i nitrati.
Una nota conclusiva va data a una atavica e perpetua diatriba sull’acqua ovvero quanta acqua bere al giorno per stare bene? Le risposte sono tra le più differenti e disparate, dai 1,5 ai 3 litri è la risposta più gettonata. Il quantitativo purtroppo è estremamente personale e varia da infiniti fattori, età-sesso-attività fisica-clima-alimentazione-ecc… Un buon indicatore è senza dubbio il colore delle urine che ci può fornire immediatamente e visivamente un dato sulla nostra attuale e momentanea idratazione, fornire una dose precisa e standardizzata perciò non sempre si può rilevare corretto.

  1. Già l’acqua bene di inestimabile valore. Mai sprecarlo! Io bevo moltissima acqua, non saprei quanto ma credo che sui 3 litri e oltre.

  2. Bellissimo e utilissimo approfondimento… come sempre da parte di Luca! 👍

  3. un grande articolo, complimenti

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