Variegata di Proserpina

9 commenti

Praticamente la versione vegan crudista fruttariana e invernale del gelato variegato alla spagnola… Dei variegati adoro soprattutto l’ingrediente con cui la crema è di volta in volta variegata; della spagnola generalmente divoravo le amarene e lasciavo la crema nel barattolo… Finché non ho assaggiato la ricetta fruttariana del gelato (una semplice banana surgelata frullata con un po’ di vaniglia) e mi sono detta: perché non sperimentare anche la versione invernale, con la melagrana?V (1)Ingredienti:
2 banane surgelate
1 bacca di vaniglia
paprica dolce qb
curcuma qb
1 melagrana
30 g di burro di cacaoV (2)Procedimento:
Tagliare a pezzetti le banane e congelarle per almeno 2 ore. Nel frattempo sgranare la melagrana e far sciogliere a bagnomaria il burro di cacao. Frullare poi le banane con la polpa della bacca di vaniglia. Aggiungere 1 pizzico di paprica e 1 pizzico di curcuma per dare al gelato fruttariano lo stesso colore del gelato alla crema pasticcera, incorporare il burro di cacao per rendere tutto ancora più cremoso e poi tempestare di chicchi di rossa melagrana, il frutto preferito di Proserpina. Altro che 3 chicchi… Qui un cucchiaino tira l’altro!V (3)Considerazioni:
Pare che Proserpina, o Persefone, rapita da Ade per la sua bellezza e freschezza, non avesse mangiato praticamente nulla durante i lunghi mesi in cui fu costretta a rimanere negli Inferi col suo divino, ma tetro, futuro sposo. La madre, Demetra/Cerere, nel frattempo, aveva ordinato alla natura di non dare più frutti, sia per partecipare al suo stesso dolore, sia per seminare carestia, in modo tale che gli uomini, disperati, sollecitassero l’intervento di Zeus/Giove. Al volgere di 9 giorni e 9 notti, Zeus accettò di ordinare al fratello Ade di liberare la fanciulla, ma, per la legge infera, chiunque avesse mangiato del frutto della melagrana non poteva abbandonare il regno sotterraneo e Proserpina ne aveva mangiati 3 chicchi; per questo si dovette trovare un compromesso: avrebbe trascorso 6 mesi con la madre, quelli primaverili ed estivi, e sei mesi con lo sposo. Dicono che durante questi sei mesi, autunno e inverno, la Natura piangesse con Demetra l’assenza della figlia, ma noi abbiamo ampiamente dimostrato che Madre Natura è prodiga di doni anche durante questo periodo. Sarà perché Proserpina mangiando la melagrana ha dato segno che la vita non muore mai,  neppure nell’Ade? Chissà. Noi, intanto, ci gustiamo la variegata.



  1. Terri 19 febbraio 2016 alle 14:49
    Terri

    Stellina, che bello questo ricordo scolastico!! 😀 E la ricetta è bellissima!! 😀


  2. Lali_64 19 febbraio 2016 alle 15:22
    Lali_64

    Delizia assoluta x le mie papille… 😛 😛 😛
    Grazie tessora, la risucchierò volentieri in questo weekend 😆 !


  3. LucaCeltics 19 febbraio 2016 alle 20:46
    LucaCeltics

    il ratto di Proserpina del Bernini. commovente

    bless and love!


  4. Stellina Picarò 19 febbraio 2016 alle 21:23
    Stellina Picarò

    Con le dita della mano che sembrano davvero affondare nella carne. Incredibile davvero! Lode al Maestro.
    Terri, Lali, vi abbraccio 🙂


  5. Stellina Picarò 20 febbraio 2016 alle 02:29
    Stellina Picarò

    Alla “Nostra” avevo dedicato anche mesi fa un articolo “esoterico”. A chi può interessare lo trova qu https://www.facebook.com/notes/stella-picar%C3%B2/il-ritorno-di-persefone-un-mito-alchemico/10207757480512172


  6. Niki 20 febbraio 2016 alle 06:45
    Niki

    Banana e melograno… spettacolo! 🙂 🙂


  7. EnricaAnnalisa 21 febbraio 2016 alle 14:42
    EnricaAnnalisa

    Magnifica la ricetta (banana e melograno sono i nostri frutti preferiti!!) e meravigliose le considerazioni 🙂


  8. GiuliaJul 21 febbraio 2016 alle 18:24
    GiuliaJul

    Temeraria!! Per me il gelato, in inverno, è off limits 😉 Quella paprica dolce in aggiunta mi incuriosisce! E grazie per l’approfondimento! Ho letto anche il tuo articolo, appassionante 🙂


  9. Stellina Picarò 22 febbraio 2016 alle 10:19
    Stellina Picarò

    GiuliaJul: Only the brave. Si potrebbe provare una variante con banana congelata, un pochino di farina di cocco o di riso per addensare e poi… boh, acqua calda, oppure far tostare le spezie sia per sprigionarne il gusto e l’aroma, sia per scaldarle. Sperimento e vi dico 🙂



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