Seitan alla giapponese

21 commenti

Questa ricetta la dedico a Titti e a tutti i Japan-lovers di veganblog. Per prima cosa la ricetta, poi i miei sproloqui sul Giappone!

Ingredienti

  • seitan al naturale
  • funghi shitake
  • peperoncini dolci friarelli
  • salsa di soia “modificata”

In pratica si tratta di una variante cruelty free del pollo yakitori, per giunta italianizzato per mancanza di ingredienti! Il segreto sta nella salsa: unite salsa di soia, un cucchiaino di fecola, un cucchiaio di cognac, pepe, un cucchiaino di mirin (aceto giapponese, ma si puo’ fare anche senza), una fettina di zenzero fresco. Tagliate il seitan a pezzettoni e usate un paio di cucchiai di salsa per marinarlo. Mettete a mollo i funghi shitake in acqua. Quando saranno teneri levate il gambo e tagliate a pezzettoni. Scaldate poi in una pentola dell’olio e fate rosolare a fuoco vico i peperoncini dolci, una volta pronti teneteli da parte.

Scaldate altro olio e buttateci dentro i funghi shitake, saltateli, poi aggiungete il seitan. Alla fine unite la salsa avanzata che con il calore addenserà piacevolmente. Servite in una ciotola guarnendo con i peperoncini. Potete utilizzare del riso bianco come companatico.

Chiacchiere varie: il Giappone è veramente bello e non costa più che Milano. Diciamo che l’euro in questo senso aiuta molto! ;) Mi sento quindi di consigliare una gitarella a Tokyo, Kyoto, Osaka, Takayama e la mitica Kusatsu. L’unico difetto è che il pesce è davvero dappertutto (spraizzato, brodizzato, polverizzato). Pregi: le porzioni sono microscopiche (una fortuna per chi è a dieta), la gente è timida ma gentile, e ogni cosa favorisce lo shopping sfrenato. Noi siamo tornati dopo 15 giorni con 120 kg di bagaglio (giuro, non scherzo) in 6 valigie. Si tratta poi di trovare lo spazio per sistemare tutta la roba a casa…

   
  1. TINe 22 luglio 2010 alle 17:48
    TINe

    E ci credo che sei tornata con di tutto e di più!
    Eh, quando riuscirò ad anche io in Giappone?!?


  2. Daniela 22 luglio 2010 alle 18:23

    ottima questa ricetta, la farò di sicuro, come si fa a resistere all’abbinata Giappone+seitan? Non si può :D
    Anch’io sono appassionatissimissima del Giappone e del giapponese, che studio, però per escludo un viaggio in Giappone mi sentirei troppo in colpa ad inquinare l’ambiente con un viaggio in aereo così lungo.
    E quindi il Giappone dovrà aspettare, ma non fa niente, perché pur non andandoci me lo porto dentro casa :)


  3. Titti 22 luglio 2010 alle 18:24

    Grazie Serena, non ho resistito a questa ricetta e mi sono accorta che l’hai dedicata a me!!!
    Sono commossa e ogni gesto affettuoso verso di me, in questo periodo, mi riempie il cuore! Un abbraccio forte forte!! Titti


  4. Anto 22 luglio 2010 alle 18:59
    Anto

    Magnifico!!!! Il Giappone è un sogno, per il momento… :-)


  5. Andrada 22 luglio 2010 alle 19:55
    Andrada

    Il tuo seitan è davvero bello e mi piace l’idea della salsa di soia “modificata”. Quanto al pesce onnipresente, l’ho letto anch’io in diversi articoli sulla difficoltà di mangiare vegan al 100% nei ristoranti giapponesi per questa ragione.


  6. Serena 22 luglio 2010 alle 20:11

    @Tine, @Anto: non aspettare! Merita!
    @Daniela: perchè privarti di un’esperienza simile? Non valutare il viaggio solo come inquinamento da petrolio. Pensa all’esperienza impagabile che ti neghi, soprattutto come appassionata del Giappone. Vedresti, sentiresti, ammireresti cose che nessun libro,foto o filmato di potrebbe raccontare. Soprattutto perche’ vivresti l’avventura dal tuo ineguagliabile punto di vista!
    Ad esempio nei libri c’e’ scritto che i biglietti del metro’ sono grandi come francobolli? Qui a Milano sono piu’ grandi di un cellulare! In Giappone poi la macchinetta all’uscita della metro’ il biglietto te lo mangia e allo smaltimento ci pensano loro. Non voglio fare il solito discorso da esterofila, ma magari un paio di cosine utili dal Giappone potremmo impararle! E poi per compensare tutti in bicicletta per un anno! :D
    @Andrada: anche nelle zuppe di spaghetti con verdure il brodo è sempre fatto con il pesce, spesso il riso bianco è condito con il furikake con l’onnipresente “bonito”. Il pesce per loro è un po’ come l’olio di oliva per noi: dappertutto! Cercare altri piatti andava oltre la mia comprensione dei menu’ giapponesi :(
    L’unica è la frittura, la tempura, ma dopo due settimane il fegato fa fagotto e se ne torna in Italia!


  7. Pizza pie 22 luglio 2010 alle 20:16

    Se andate sul sito di Yari troverete alcuni indirizzi interessanti per mangiare vegan+trucchetti!

    Bellissima ricetta!

    Io ho spedito uno scatolone per posta quando ci sono andata in viaggio… ma erano più che altro regali, se ci torno adesso non rifarei quell’errore! ;-)


  8. Elettra 22 luglio 2010 alle 20:54
    Elettra

    La solita veg-telepatia: io ho appena mangiato del seitan spadellato con funghi, spruzzato di tamari ed un mix di alghe ! ;) Slurp…


  9. Daniela 22 luglio 2010 alle 21:13

    preferisco organizzare tutto in modo da avere il tempo di andare in Giappone con treno e nave, e renderlo un viaggio ancora più indimenticabile. e se ciò non dovesse succedere, sinceramente poco male. ho l’opportunità di scoprire talmente tanti Paesi a portata di mano, tutto l’Ostblock di una volta… ma poi diciamocelo, che in fondo in fondo vorrei visitare il Giappone soprattutto per fare compere :D (fumetti, fumetti e ancora fumetti, e qualche pupazzetto!).
    una domanda: ma la torre nello sfondo del tuo avatar è forse la fernsehturm ad alexanderplatz, a Berlino?


  10. Nello 22 luglio 2010 alle 21:16
    Nello

    Mi dissocio dalla dedica perchè non amo tanto il Giappone (come cucina) :-(

    …però questo piatto molto simile al nostro modo di mangiare, mi piace tanto :-P

    complimenti Serena! ;-)


  11. Mirko 23 luglio 2010 alle 08:31
    Mirko

    Bellissimo seitan! Anch’io prima o poi andrò in Giappone!


  12. Francesca 23 luglio 2010 alle 10:12
    Francesca

    anche io sono una Japan Lover….il mio sogno principale, ora come ora, è riuscire ad andarci……complimenti per la ricetta!!!!


  13. Monica 23 luglio 2010 alle 10:17

    Ciao Serena,
    anch’io sono stata in Giappone ed è un paese che non si può dimenticare….. hanno un grande senso civico, cosa che ahimè noi italiani non abbiamo molto….. e li ho trovati anche molto cordiali, sebbene non parlino l’inglese! io ho mangiato tantissimo riso e verdure….. e qualche spaghetto di soia saltato in padella…. devo dire che non mi sono trovata malissimo! anzi spesso trovavo anche il tofu…
    Buonissima la tua ricetta soprattutto mi piace la tua salsa di soia modificata proverò a farla, visto che ho anche una bottiglietta di mirin!
    Ciao
    Mo’


  14. Suso 23 luglio 2010 alle 10:47
    Suso

    Buonissima questa ricetta!!!


  15. rosa87 23 luglio 2010 alle 11:09

    buoniissima ricetta dovrò decidermi a provarla …


  16. Pippi 23 luglio 2010 alle 15:22
    Pippi

    Ma non si parlava mesi fa di organizzare un viaggio in Giappone? ;-)


  17. Pizza pie 23 luglio 2010 alle 15:23
    Pizza pie

    Io vengo: se lo organizzate lascio a casa marito e figlia e ci sto! E non dico per ridere! Sono serissima! Anzi, se volete vi do una mano per organizzare il tutto! ;-)


  18. Daniela 24 luglio 2010 alle 07:48

    @ pizza: ti immagini: incontro vb in giappone :D
    per andare in giappone preferisco farmi ancora qualche anno di giapponese, così lì posso sbizzarirmi a comprare tanti, ma tanti libri!


  19. Serena 24 luglio 2010 alle 18:56

    @Nello: secondo me la cucina originale giapponese potrebbe invece piacerti. Amano l’aspetto visuale delle ricette, e spesso i piatti sono piu’ che decorativi, artistici! Una volta ho mangiato una patata rossa tagliata a forma di foglia d’acero!

    @Monica: è proprio vero! Forse la cosa che mi e’ più mancata è la galanteria maschile. Non dico quella esagerata, ma gli uomini (soprattutto gli adulti) a volte rasentano il rude! Non sono una che aspetta che un uomo le apra la porta, pero’ manco sgomitare per passare per primo calpestandomi :(

    @Daniela: i libri sono spesso bellissimi anche per chi non sa il jap! Io ne ho comprati vagonate perché quelli dell’argomento che mi interessava erano riccamente illustrati e si poteva fare a meno delle spiegazioni! E poi costano la metà che in Italia!!

    e, comunque, si è Berlino, durante questo “tiepido” inverno…


  20. Daniela 24 luglio 2010 alle 20:22

    fortunatamente qualche libro riesco ad ordinarlo da qui, ma dev’essere tutta un’altra cosa comprare vagonate di libri direttamente in Giappone.
    eh, l’inverno è stato proprio “tiepido” quest’anno a Berlino :mrgreen:
    meno male che è finito, troppo ghiaccio e troppi ruzzoloni per strada, ci mettevo 30 minuti a fare un percorso di 10 minuti a piedi:)
    certo che pure tu, che vieni a fare la turista a Berlino d’inverno… io la sconsiglio sempre, al massimo prima di Natale, ma non dopo!


  21. Susi 27 luglio 2010 alle 17:05

    semplicemente adorabile questa ricetta



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